Skip to main content

Un tarlo che rode ed un gallo che canta

Condividi su

Riflessioni di un saveriano impegnato in Bangladesh

Mi trovo solo nella mia nuova missione nel villaggio di Noluakuri. E lo sarò ancora per qualche mese, prima che giunga il mio confratello indonesiano che ora sta studiando il bengalese. L'improvvisa morte di p. Tonino Decembrino, strappatoci da una malaria celebrale, rende le notti ancor più silenziose e cariche di interrogativi. Per nove anni p. Tonino ha lavorato sia tra i Mandi cristiani che tra altri gruppi tribali non ancora raggiunti dal Vangelo.

Come potrò continuare il suo lavoro caratterizzato da una grande mobilità e da una carità asistematica? Egli non ha potuto darmi alcuna consegna. Non ha nemmeno potuto dirmi: "Del mio lavoro puoi salvare questo e puoi lasciar perdere quest'altro".

Nella stanza di Tonino, appeso ad una parete, ho trovato un biglietto-programma che egli teneva sempre davanti agli occhi: "Ciò che conta è seminare". Nel silenzio della notte sento il rodere dei tarli impegnati a corrodere il mio letto ed il tavolo da studio. Questo crepitio mi morde come un ammonimento: "Se non ti muoverai come Cristo, missionario del Padre, tutto ciò che farai diventerà polvere. La missione deve essere spirituale, ma non spiritualista; deve essere anche materiale, ma non materialista".

Che cosa attira la gente verso di noi? I poveri chiedono aiuto soprattutto in caso di malattia. Gli studenti chiedono un sostegno per poter studiare. Di positivo c'è che almeno il 70% degli aiuti che qui vengono dati vanno direttamente ai non cristiani. Un gruppetto di catecumeni indhu che a Pasqua riceverà il battesimo ci ha impegnato in una catechesi intensiva. Ci sono qua e là delle famiglie che chiedono di conoscere Gesù Cristo.

C'è poi la massa di musulmani, tra cui abbiamo degli amici che apprezzano il nostro lavoro. Ma com'è difficile far vedere Cristo nella Chiesa! Il tarlo mi interroga con insistenza: "Dove si dirige la tua attenzione principale? Cosa stai seminando?".

I giovani sono interessati ad incontri formativi ed allo studio del Vangelo di Luca. Con gli adulti si sta cercando di focalizzare l'attenzione sulla costruzione di vere famiglie cristiane e di una comunità capace di testimoniare il Vangelo Sarebbe ridicolo pensare di poter fare da solo la missione. I laici mi chiedono di sostenerli nella loro vocazione di battezzati, di cresimati e di sposi, posti nel loro ambiente come fermento di Cristo.

Come sarebbe triste ed inconcludente camminare sulle vie della missione senza di loro. Il piccolo tarlo mi ammonisce: "Solo ciò che farai con la comunità cristiana ha la possibilità di resistere. Il tuo progetto deve sottomettersi allo stile di Giovanni Battista e di Paolo: devi metterti sul guado del fiume dove passa la gente per prepararla ad incontrare colui che è in mezzo a loro come uno sconosciuto; devi costruire delle piccole comunità che si rendano disponibili non tanto ad amministrare la fede in senso conservativo, ma in senso diffusivo.

Hai bisogno di imparare lo stile dello Spirito Santo. Il tarlo insiste nelle sue provocazioni: "Guarda bene dove va a finire il tuo tempo. Forse ti illudi di avere attorno a te i veri poveri, quando sono invece coloro che non hanno né forza né mezzi per venire a cercarti. Talvolta mi sembri come Mosé che nel condurre il popolo verso la terra promessa si smarrisce con esso nel deserto. Sa di dove è venuto, ma non sa bene dove andare fintanto che anch'egli non si sottomette completamente alla Parola di Dio".

Finalmente il tarlo ha pietà di me: posso dormire. Lo sguardo di Cristo mi fa comprendere che nelle sue mani la debolezza diviene forza, purché mi lasci guidare da lui. Mentre mi preparo a celebrare la Pasqua con la gente, mi lascio coinvolgere nel viaggio di Gesù a Gerusalemme. Questa è per tutti l'avventura più rischiosa, più vantaggiosa e più necessaria.

Il gallo che canta per la caduta di Pietro canta anche per la sua resurrezione. È un canto di allarme ed un canto di risveglio. È un canto che invita a lasciare una strada per prenderne un'altra. Ogni giorno la mia missione può rinascere volgendo lo sguardo a Cristo, che mi insegna dove andare.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 5603.19 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2015
MISSIONE NOTIZIE Ieri, oggi, sempre Messico: studenti uccisi. I vescovi messicani hanno espresso cordoglio ai famigliari dei 43 studenti uccisi ad…
Edizione di Aprile 2012
Padre Nicola, originario di Priverno (LT), è missionario in Amazzonia da 34 anni. Racconta l'impegno dei saveriani ad Abaetetuba, ambientandolo nel c…
Edizione di Maggio 2004
Le sofferenze di un popolo I tutsi hanno buone qualità personali. Gli esponenti statunitensi hanno capito che potevano contare sulla collaborazione…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito