Un nonno e il nipote orfano
Una sera di ottobre. Arrivano alla porta un nonno con il nipotino: laceri, stanchi, affamati dopo un lungo viaggio. Immediatamente, sfinito dalla fatica, il piccolino si corica raggomitolandosi in terra, cercando un po' di calore in quella specie di pullover che gli fa da maglia e pantalone; 1l nonno attende senza parlare, gli costa troppo. Sono due pigmei: il vecchierello si appoggia alla coperta, color terra; i sandali, fatti con copertone di bici, sembrano incollati ai piedi, emanano una puzza da rivoltare lo stomaco.
Ho dato loro del pane e delle arachidi, mentre il cuoco preparava del riso. Hanno divorato tutto in un baleno: la carestia non li aveva troppo debilitati, buon segno. Hanno dormito alla missione e al mattino la loro situazione si presentò con tutta la sua drammaticità. Il bambinetto, Busumi, di 8 anni, camminava appoggiandosi ai talloni, le dita dei piedi sembravano un colabrodo, scavati dalla pulce penetrante; che nessuna mamma aveva tolto.
Ogni volta che appoggiava i piedini erano dolori laceranti, camminava appoggiando il peso del corpo sui calcagni, un po' come i nostri podisti nelle gare di marcia. Il cibo della sera precedente, troppo sostanzioso, gli aveva provocato una diarrea nauseabonda. Lavati un po' alla meglio, li abbiamo accompagnati al dispensario, dove in due settimane le buone suore hanno fatto miracoli: tolti i parassiti interni ed esterni, le piaghe delle pulci penetranti si sono chiuse, restava il problema di dove sistemarli.
I 2071 orfanelli che aiutiamo con le adozioni a distanza provenienti dall'Associazione di Piacenza Tonna, sono sistemati in case da parenti, nonni, cugini o vicini. Ma dove sistemare due batwa? Temporaneamente, una mamma senza figli ha accettato Busumi. Vedendolo esclamò: "Ma non è un murundi!" (i batwa, generalmente, non sono considerati barundi alla stregua degli hutu e dei tutsi). Il nonnino dopo due settimane ci ha lasciato per il cielo. La mamma adottiva ha trasformato il piccolo bafriano in un altro: sereno, la pelle lucida per la salute, allegro, desideroso di parlare e di giocare al pallone.
Ha cercato addirittura di cambiargli le inflessioni batwa del suo parlare, ma ha rinunciato e ce lo ha restituito. Il peso della tradizione etnica è ancora troppo forte. Gli abbiamo allora trovato posto in un orfanotrofio, poco lontano. Prima di partire con p. Modesto, è venuto a trovarci; ha ricevuto dei sandali e non smetteva di ammirarli, di chiedermi dove andava, se sarei andato a trovarlo, felice, con gli occhi raggianti. Poi è partito lasciandoci il ricordo che in ogni piccolo c'è il ritratto di Gesù Bambino, color cioccolato.








