Un Natale ricco di eventi e di gioia
A Natale, c’è stato il pranzo con i poveri di Ancona, ospitato nel salone della parrocchia dei santi Cosma e Damiano. Hanno partecipato all'appuntamento un centinaio di persone dignitose, che sono state servite come principi.
Così dovrebbe essere ogni giorno
I volontari e le suore di p. Guido ce la mettono tutta. Io sono arrivato un po' in ritardo dalla Messa a S. Maria in Selva (MC), ma in tempo per fare il giro dei tavoli. Li conoscevo tutti e li ho abbracciati uno a uno. Anche gli islamici erano molto contenti. È stato un bel pranzetto. Mi hanno fatto sedere vicino al vescovo, davanti al quale sedeva un fratello sofferente ma "simpatico", di nome Hassan. A un certo punto il cardinale s'è messo a servire quelli che gli stavano vicino e a scherzare con loro, come pure con suor Pia e con me.
C'era allegria, fraternità. Si percepiva la presenza di Gesù, in un contesto da grotta di Betlemme con i pastori e i popoli del mondo (re magi).
Dall'antipasto ai "vincisgrassi", al pollo, alle patate e verdure, dal panettone alle arance e mandarini, finendo col caffè. È stata una proiezione di ciò che dovrebbe essere la vita di ogni giorno, se questi fratelli e sorelle avessero salute, lavoro, casa, autonomia. Lottiamo per questo, rivendicandolo dalle autorità, dai banchieri, dalle cooperative, dalle associazioni, dagli imprenditori. Facciamo un appello anche ai lettori e lettrici in questa direzione!
La festa dei senegalesi
A fine novembre, erano venuti due signori senegalesi a chiedere il nostro salone per la festa di Natale. Nessuno finora aveva concesso loro lo spazio. P. Giancarlo ed io abbiamo accettato. Io avrei garantito la mia presenza costante di servizio durante la cena e la danza.
Il salone stracolmo!
È stato sorprendente vedere arrivare la gente in modo continuo dalle 21 fino alle 22. In tutto, c’erano circa centocinquanta persone strettissime (mai vista tanta gente così nel salone in sei anni), difficili da contare... Tra i 45 e i 65 anni erano una quindicina; gli altri erano tutti giovani, ragazzi e ragazze, nuove famiglie, peraltro molto occidentalizzati e senegalesi allo stesso tempo… C’erano anche una decina di fidanzati e fidanzate “bianchi”.
Erano organizzatissimi e molto rispettosi; per tutto chiedevano l'autorizzazione. Il rullo dei tamburi ci accompagnava freneticamente. I giovani si alternavano nelle danze, per certi versi ricordandomi il Brasile africano che conosco bene.
Un clima africano di gioia
Li ho accolti al microfono, ricordando il Natale di Gesù, ringraziando Dio del cibo e tutti i presenti per averci onorato con la loro presenza.
Cristiani e musulmani sono molto uniti, senza distanze o rivalità.
I vestiti delle donne più adulte erano sgargianti e ciò conferiva un clima africano di gioia!
Avrebbero voluto restare di più, ma il tempo era tiranno. Alle 23 abbiamo abbassato un po’ e a mezzanotte si è conclusa quest’indimenticabile festa. Siamo stati contenti e ci siamo scambiati gli indirizzi:
chissà che non sia l'inizio di una collaborazione umana, evangelizzatrice, interculturale e religiosa? Sono sicuro che torneranno!








