Un Natale... insolito!
Cercando l’atteggiamento giusto
Cari amici dei missionari saveriani, ci stiamo preparando al Natale. Sono proprio tante le persone che ci ricordano e ci scrivono i loro auguri e noi vogliamo ricambiare, con tutto il cuore. Vi ricordiamo soprattutto nella preghiera, nella celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e nell’Adorazione del giovedì sera, che tutti noi saveriani facciamo, in ogni parte del mondo dove ci troviamo a lavorare per il regno di Dio e ad annunciare il vangelo di Gesù.
Il Natale non è commerciale
Sappiamo che a volte però, anche a noi missionari, l’affanno dei preparativi ci fa dimenticare il cuore più bello e profondo del messaggio del Natale cristiano. Specialmente in questa nostra Italia, dove le luci e gli addobbi natalizi sono stati sistemati sulle grandi strade e sulle facciate dei centri commerciali.
In altre parti del mondo invece, soprattutto nelle comunità cristiane dell’Africa, dell’America latina e dell’Asia, dove la frenesia del Natale non ha ancora il volto sfacciato del consumismo, ci si prepara alla festa dell’Incarnazione di Dio nella sobrietà e con la preghiera. I cristiani pensano a preparare più il cuore che le vetrine, a riempire lo spirito più che i frigoriferi. L’attesa di questi giorni è vissuta in modo più autentico.
È davvero un’attesa di Gesù, che dona ai semplici e ai poveri la gioia della vita. Il povero non può contare solo sulle sue poche forze. Per lui l’attesa è un atteggiamento fondamentale di vita, spesso legato alla propria sopravvivenza. Questi poveri sanno attendere il Natale in modo diverso e, come i pastori della Notte santa, sanno mettersi in cammino, a piedi e per diversi chilometri, per radunarsi in comunità attorno al Bambino, per danzare e cantare: “Gloria a Dio e pace in terra!”.
Quanto vale la povertà?
Gesù si fa povero con i poveri, bisognoso con i bisognosi, piccolo con i piccoli. Il fatto che il Figlio di Dio abbia scelto di incarnarsi nella povertà di Betlemme non è un aspetto trascurabile per i poveri, che si sentono poveri come lui e vivono la sua stessa esperienza di veder compiuta la grande promessa: “Dio si è fatto come noi per farci come lui”. Per tutti loro, l’attesa di Gesù è piena di speranza che addolcisce le sofferenze della solitudine e della povertà; è luce che rischiara il cammino della vita.
Buon Natale dunque, cari amici. Vorremmo farvi un augurio insolito, un augurio “missionario”. Proviamo a immedesimarci con queste folle di poveri del mondo, che vivono l’attesa con entusiasmo spirituale. Proviamo a imparare da loro l’atteggiamento giusto per vivere in modo autentico il mistero di Betlemme. Allora il nostro Natale sarà insolitamente diverso: pieno di attesa, per un dono divino che riempie la vita.
Accettate la proposta? Allora, buon Natale!







