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Un Milord di Foggia Padre Ennio Casalucci

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Mamma Adele

Per continuare su questa pagina la serie dei Saveriani pugliesi ho dovuto recarmi a Foggia. Purtroppo non per incontrarmi col ricercato che attualmente si trova a Londra, ma per sentire parlare di lui dalla mamma e dalla sorella Maria, perché il ricercato per fax, e.mail e per telefono non gradisce panegirici prima del tempo. Fare 435 km ha giovato a me, e spero che sia pure di interesse per voi.

Non è stato difficile, chiedendo qualche informazione, gentilmente fornita, raggiungere il numero civico 44/P di via Ofanto, un quartiere popolare che quando sorse segnava la periferia di Foggia. Mi ha accolto Maria col suo sorriso ben noto, e mi ha accompagnato dalla mamma che mi attendeva seduta sul divano nella stanza accanto. Non ci conoscevamo, ma subito mi son trovato a casa mia. Sì, perché sempre quando un Saveriano va a casa di un altro Saveriano, specie se ci sono mamma e papà, è come se arrivasse lui stesso, il figlio. Poi sono giunti i fratelli Fernando e Vincenzo, che insieme a Maria hanno aiutato la mamma a raccontarmi di Ennio.

Quando ho detto che volevo sapere qualcosa per scriverne, come per altri, su questa pagina che ben conosce, i suoi occhi sono diventati ancor più lucidi e le sue labbra hanno cominciato a muoversi veloci per le tante cose che aveva da raccontarmi. Piccolina, sorridente, vivace, mamma Adele nasconde bene le sue 94 primavere. Dio la conservi all'affetto dei cinque figli viventi, delle nuore e dei tanti nipoti e pronipoti, ben accudita dall'unica figlia Maria che dopo aver dedicato 25 anni alla puericultura è tutta per la mamma e per p.Ennio, quando riesce a passare qualche tempo a Foggia.

Padre Ennio, Saveriano

Anche per il poco tempo a disposizione, e il pranzo già pronto, il discorso cade subito su p. Ennio, visibile nelle foto sulle pareti e sul televisore, fortemente presente. Dall'anagrafe saveriana sapevo che è nato il 22 aprile '43, che è entrato nella Casa Saveriana di s. Pietro in Vincoli (RA), dove dopo due giorni ha iniziato il noviziato e allo scadere dell'anno canonico emette la professione temporanea dei voti. Dopo cinque anni arriva quella perpetua, e il 29 settembre '70 è consacrato sacerdote.

"A costo di sacrifici (il papà da falegname per la forte tenacia diventa direttore tecnico delle ferrovie, ma viene a mancare nel '69) ai figli si deve dare una educazione cristiana e civile che li faccia vivere con dignità", ripete la mamma. Ennio è l'ultimo di sette figli. Gli piaceva aiutare la mamma a far la spesa; niente birichinate. Per le elementari è affidato ai Giuseppini. Finite le medie c'è una forte attrazione, per le sue doti, verso la scuola d'arte. Ma, non si sa come e perché, Ennio decide di entrare nel seminario di Benevento.

Qui, non si sa come e perché, a 20 anni entra dai Saveriani, unico di Foggia, dove i missionari, presenti e conosciuti, sono i Comboniani. Dopo la Professione lo troviamo per poto tempo impegnato in Italia a Tavernerio (Co), Sardegna, Parma e finalmente in Scozia per la Teologia. La Gran Bretagna diventa la sua seconda patria. È lì che celebra la Prima Messa.

Della famiglia ha vicino solo un fratello e la sorella. La mamma e tutti gli altri debbono aspettare due mesi per averlo a Foggia e quando gli si inginocchiò per chiedergli la sua prima benedizione, "mamma sei tu che devi darla a me" si sentì dire, e dovette farlo. La sua perfetta padronanza dell'inglese, il suo modo gentile e riservato ( è la mamma a notarlo) lo fanno sentire come uno straniero a Foggia: "Quando dice la Messa e predica, non sembra uno dei nostri".

La terza patria

È lui stesso che ce lo dice in una telegrafica cartolina postale spedita da Genova il 9 ottobre '71 (saltata fuori tra i vari chilogrammi di lettere conservate in un cassetto e in un altro altrettante foto): "Cara mamma, un ultimo abbraccio prima che la nave parta per la mia nuova patria". Lo attendono 25 anni di missione in Sierra Leone. È un missionario diverso dai soliti: non foreste, fiumi, scuole, ospedali, lebbrosi; ma seminaristi: è formatore di sacerdoti, come padre spirituale nei seminari nazionali in Sierra Leone, Liberia, Gambia.

A questo ministero si era formato in Irlanda, e sotto questa veste, sia per aggiornamento che per convegni, lo troviamo in Indonesia, negli Stati Uniti, in Palestina, alla Università Gregoriana di Roma in un grande Campo di lavoro a Foggia.

Negli ultimi nove anni ha potuto seguire da vicino, residendo nella capitale Freetown, il susseguirsi dello sfacelo della "sua" Sierra Leone, con la guerra civile che continua ad insanguinarla. Nel '95 si fece conoscere al mondo come corrispondente della Rai, di Mediaset e della grande stampa per il lungo sequestro delle sette Saveriane. Ora è a Londra come direttore della Casa di Studio per i Saveriani, "con tanta nostalgia che mi riporta in Sierra Leone e mi fa sperare e attendere il giorno quando la sospirata pace e il cammino di riconciliazione vedrà come sempre i missionari camminare con quella gente che continua a farsi bagnare dalla speranza di Dio".

Te lo auguriamo, caro p.Ennio, e tutti ti accompagniamo con la nostra preghiera.



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