Un incontro davvero speciale: Suor Rosaria Gritti, in Bangladesh
Peppino, con la sposa Tina e altri amici di Cavenago, ha vissuto un'esperienza missionaria in Bangladesh, dove hanno incontrato una persona molto speciale...
Dopo un avventuroso viaggio, approdiamo alla missione di Boruakona. Le suore ci accolgono sorridenti, in una piccola babele di lingue tra le quali, con sorpresa, sento anche il bergamasco. Com'è piccolo il mondo e come sono grandi certi suoi abitanti! Grande è suor Rosaria Gritti, di Verdello: alta e asciutta, 88 anni portati con disinvoltura, dalla battuta pronta e arguta. Appartiene alla sorelle della Carità, più conosciute come "suore di Maria Bambina".
Immagini e luoghi del passato
La curiosità è tanta. Mentre Tina sistema i bagagli, io esco con suor Rosaria. Le chiedo cosa ci fa in un posto così. "Vedi quelle tre casette? Le abbiamo costruite noi e date a tre famiglie povere. Siamo arrivate qui a gennaio del 1998. Allora, c'era solo l'ostello delle ragazze: serviva da casa, chiesa, scuola, cucina, dormitorio, e anche da ambulatorio...Ora l'ostello ospita 64 ragazze. Ma ci sono anche un ostello con 35 ragazzi, la casa delle suore e quella del parroco".
Sorride suor Rosaria, mentre le affiorano alla mente i luoghi del suo paesello lontano che, dice, potrà rivedere solo con gli occhi del ricordo. "Ai miei tempi, in missione ci si veniva con la nave. Sono partita da Genova nel 1955 e sono tornata a Verdello solo nel 1970, 15 anni dopo. Tornata in missione, ho prestato la mia opera all'ospedale di Jessore".
Fin quando Dio vorrà
Suor Rosaria riprende a raccontare: "All'ospedale mi ha accolto p. Toni Alberton il quale, senza nemmeno darmi il tempo di posare le valigie, mi ha indicato quattro malati da medicare urgentemente. Da Jessore, sono passata poi alla missione di Shimulia, dove sono rimasta 14 anni e dove ho vissuto la tragica uccisione di p. Valeriano Cobbe, missionario saveriano, avvenuta la sera del 14 ottobre 1974. Sono a Boruakona da 15 anni e ci rimarrò fino a quando Dio vorrà!".
Raggiungiamo le tre casette costruite per i poveri. Sono semplici e pulite; sul tetto in lamiera domina un piccolo pannello solare, sufficiente al fabbisogno di energia elettrica per la notte. Le persone si fanno intorno; facciamo delle foto e i bambini si divertono.
Una suora in sella!
Il tempo passa in fretta; suor Rosaria vuole portarci in un villaggio dove sta sorgendo una nuova missione. Saliamo sulle moto; anche suor Rosaria monta in sella con inaspettata perizia e si parte. Raggiungiamo il luogo, in un deserto di polvere e sabbia. Spunta una casetta circondata da mucchi di terra: è la presenza più avanzata dell'azione missionaria.
Il sole tramonta in fretta ed è subito buio. Il mattino seguente salutiamo suor Rosaria, missionaria tutta d'un pezzo per vocazione, infermiera instancabile che non dimenticheremo mai.







