Skip to main content
Condividi su

Dire Burundi significa anche evocare una terra bagnata di sangue: le lotte etniche ne hanno ritmato la storia dall’indipendenza (1.7.1962). I saveriani, arrivati in Burundi cinquant’anni fa, su invito del vescovo di Bururi mons. Joseph Martin, ne hanno condiviso i ripetuti drammi, fino al martirio.

Il primo saveriano ad arrivare è stato p. Vittorino Martini, all’inizio del 1964; poi in settembre vi giungono p. G. De Cillia, p. M. D'Erchie, p. C. Piazzoli e p. G. Nardo. La prima missione loro affidata nel 1965 è il distretto di Rumonge. Qui nel 1881 erano caduti i primi missionari sotto le lance e frecce di gente del posto, spinta dagli schiavisti arabi operanti nella zona.

Gli inizi tra tante difficoltà

Nei primi 5 anni (1964-1969) sono 15 i saveriani destinati al Burundi; nel 1972 sono 26. Fin dagli inizi, collaborano anche vari laici e laiche italiani e le saveriane. I saveriani allargano la loro presenza anche in altre diocesi del Burundi. Durante l'eccidio degli hutu (1972) alcuni si esprimono a favore della partenza in blocco di tutti i missionari, come gesto di denuncia.

La scelta dei saveriani è di restare: "Non ci ritiriamo perché amiamo questa gente e non possiamo abbandonarla in un momento come questo".

Mentre rinasce la speranza, alimentata dalle attese del cambiamento politico iniziato nel 1976, un nuovo dramma turba l'attività dei missionari: la persecuzione.

Perseguitati ed espulsi

Tra maggio e giugno 1979, vengono espulsi 70 missionari, tra i quali 9 saveriani. La motivazione: "La loro presenza e il loro comportamento minacciano di compromettere l'ordine, la sicurezza e la tranquillità pubblica". Il piano del governo è chiaro: espellere tutti i missionari, per indebolire la chiesa e ridurne l'influenza sulla vita del paese. Nel 1981 vengono espulsi in blocco tutti i saveriani di Rumonge, e nel 1984 tutti gli altri in diocesi di Bururi.

Quando il colpo di stato del 1987 pone fine al regime di Bagaza e alla persecuzione, i saveriani presenti sono solo quattro. La chiesa ne esce provata, ma purificata. I vescovi hanno sempre cercato il dialogo, forse peccando di troppo prudente silenzio, ma non sono mancati esempi di coraggio e di fermezza, sia da parte del clero sia dei fedeli.

Il ritorno e la speranza delusa

Con l'avvento di Pierre Buyoya rinasce la speranza: si parla di libertà religiosa e di democrazia. I vescovi chiedono ai missionari di tornare. I saveriani tornano, ma non riprendono in blocco le missioni lasciate. Si mettono a disposizione per nuove attività: nasce così il Centro Giovani Kamenge e una nuova missione a Buyengero.

Tutto sembra rifiorire. Ma la notte del 21 ottobre 1993 il presidente eletto viene assassinato. La popolazione hutu reagisce ed è un nuovo bagno di sangue.

I missionari assumono la posizione di sempre: “La nostra è una presenza di solidarietà e sostegno, di denuncia e pacificazione”.

La sera de 30 settembre 1995 questa presenza viene pagata con il martirio dei confratelli p. Ottorino Maule e p. Aldo Marchiol, e della volontaria Catina Gubert. Fatti inginocchiare da uomini in divisa militare, vengono assassinati nella loro casa di Buyengero. Mandanti ed esecutori non sono mai stati identificati dalle autorità. Avevano preso le difese della gente, pur consapevoli del pericolo: “So bene quello che mi può accadere, ma è mio dovere difendere i poveri e gli innocenti”, dichiara p. Ottorino.

Numerosi sono stati anche i martiri burundesi. Nel 1997 viene ucciso mons. Gioachino Ruhuna, arcivescovo di Gitega. Nello stesso anno 40 giovani seminaristi di Buta, appartenenti alle etnie hutu e tutsi, vengono assassinati per non essersi voluti separare gli uni dagli altri. Infine nel 2003 viene assassinato il nunzio apostolico mons. Michel Courtney.

La novità degli ultimi anni è l’apertura alle vocazioni locali: sono già otto i giovani saveriani burundesi. Oggi in Burundi ci sono 15 saveriani, di cinque nazionalità. Lavorano nelle diocesi di Muyinga, a Bugwana, e di Bujumbura, a Kamenge, dove c’è il Centro Giovani, la parrocchia San Guido Conforti e la comunità delle saveriane, dove nei giorni 7-8 settembre 2014 hanno trovato tragica morte le sorelle Lucia, Olga e Bernardetta.

Quello dei saveriani è davvero un giubileo bagnato di sangue.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2347.04 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Agosto/settembre 2012
Sabato 12 maggio, a Rivarolo Mantovano, paese natale di p. Silvestro Volta, è stato presentato "Il forte di Mwakete", romanzo postumo scritto nel 196…
Edizione di Agosto/settembre 2018
I discepoli di Gesù, tornati dalla missione affidata loro dal Maestro, predicando la Buona Novella, compiendo miracoli e scacciando demoni nei villag…
Edizione di Marzo 2004
DOTTOR BUCARI DAL BANGLADESH: Annalena, un fenomeno di missionaria È un piacere pubblicare una parte della lettera del saveriano marchigiano dottor…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito