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LA PAROLA

Approdarono nel paese dei Gerasèni. Gesù era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: “Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego di non tormentarmi!”. Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. Rispose: “Legione”, perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono da Gesù, trovarono l’uomo vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, risalito sulla barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: “Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te”. E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui (Lc 9,26-28.30-39).

Il primo miracolo di Gesù in Galilea fu l’esorcismo di un indemoniato ed è anche il primo in terra pagana. Che gesto più concreto poteva esserci per dare corpo al discorso programmatico pronunciato a Nazaret (4,18-19)? Povertà, cecità, mancanza di libertà, oppressione, rappresentano i tentacoli del male con cui Gesù ha ingaggiato fin dagli inizi una lotta mortale. Luca ci regala in questo capitolo una narrazione unica, indimenticabile. A differenza dell’esorcismo di Cafarnao, questo avviene in pubblico, dopo lunghe trattative tra Gesù e i demoni che si sono impossessati di un abitante di quei territori.

Nella prima parte, prevale l’incontro tra Gesù e l’indemoniato, ma i veri protagonisti sono i demoni - un’intera legione! - che si rifiutano di abbandonare la loro preda, ridotta oramai a una bestia. Fiutando la loro sconfitta, cominciano a trattare con Gesù. Lui accetta le loro condizioni: li lascia entrare in una mandria di porci che pascolava nei paraggi. Sia i porci che il mare, in cui precipiteranno, erano considerati dimora di spiriti maligni. Ritornano da dove sono venuti, pronti a sferrare altri attacchi. Gli unici testimoni sono i mandriani i quali, fuggendo impauriti, diffondono una notizia tutt’altro che buona.

A loro insaputa, sono i messaggeri che fanno sì che la gente corra a vedere l’accaduto: l’indemoniato è ora vestito, sano di mente, seduto ai piedi di Gesù, posizione tipica del discepolo. Quel fatto prodigioso non suscita meraviglia o fede, quanto piuttosto paura, tant’è che lo supplicano di andarsene. Gesù cede alle loro richieste e se ne va. Eppure non tutto è finito. Il senso del racconto comincia a svelarsi solo alla fine. L’indemoniato, figura marginale nella prima parte, diventa colui che è in grado di interpretare quanto accaduto. Chiede a Gesù di restare con lui. Gesù non accetta, a riprova che ci sono molti modi per essere discepoli e messaggeri. Gli chiede invece di tornare a casa, luogo da cui i demoni l’avevano espropriato da tempo. Lì dovrà raccontare che quanto avvenuto in lui proviene da Dio.

Se un fatto non viene narrato è come se non fosse mai accaduto. Tuttavia, una volta raccontato, c’è bisogno che qualcuno ne interpreti il senso: l’indemoniato è salvo, non solo liberato. La destra di Dio è quindi all’opera in Gesù. Un fatto si tramuta in racconto; il racconto, interpretato alla luce della fede, è narrato a chi non c’era. Qualcuno vi crederà. Non è questa la semplice trama che sottostà al sorgere e al propagarsi della buona notizia di Gesù?



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