Un anno con san Paolo, Il fascino di un uomo che ha amato Cristo
Abbiamo desiderato farvi un piccolo regalo che dura tutto l'anno: il calendario del 2009. Spero vi sia gradito. In contraccambio, vi chiediamo di appenderlo nel vostro luogo preferito: in camera, in cucina, in ufficio, nel luogo di lavoro... L'importante è che l'abbiate sott'occhi. Ma perché? Mi spiego.
Ho messo il calendario saveriano al chiodo a due metri dal computer, dove passo molte ore del giorno a leggere la vostra corrispondenza, cercare i racconti e le notizie dei missionari che possano essere di vostro interesse, semplificare il linguaggio in modo che possiate leggere con interesse e con piacere...
Ogni tanto, lo sguardo si alza dallo schermo e va sul calendario davanti a me. Rivedo la foto del mese, ricordo che ho un'intenzione missionaria per cui pregare... Soprattutto mi torna in mente quella breve frase che ho letto al mattino, quando sono entrato in ufficio e ho avviato i computer per iniziare il lavoro del nuovo giorno.
Anche nel 2009 sarà così. Lo trovo utile. Mi fa sentire a contatto con il resto del mondo saveriano e missionario e con tutti voi. Sarà una mia fissazione, ma farò proprio così. A che serve scrivere se nessuno legge? A cosa serve regalare un calendario se non lo si mette al posto giusto? Provate anche voi. Un calendario può migliorare la vita. Provare per credere!
Per il 2009 era obbligo pensare a san Paolo, essendo un anno dedicato proprio a lui. Mi sono domandato: come piazzare san Paolo su un calendario missionario? Mi sono riletto tutte le lettere di Paolo e gli Atti degli apostoli, riga per riga. Ho provato una grande emozione: un romanzo incredibile, un serial affascinante. Quest'uomo, che da accanito persecutore dei cristiani diventa il miglior sostenitore di Cristo, e parla e scrive come un vulcano in piena eruzione...
Non è facile capire cosa vuol dire; non è facile il suo linguaggio. Ma forse non è importante capire ogni sua parola. Continuando a leggere, si rimane affascinati dalla sua convinzione di fede (nessuno può dubitarne), dal suo coraggio sfrontato, dal suo affetto spudorato, dalla sua tenacia inarrestabile. E parla spesso di sport, di corse e pugilato, di premi e trofei, di tappe e di mete, di allenamento e abbigliamento...
Paolo era uno sportivo: ne sono convinto. Per mestiere faceva le tende. Per passione predicava il vangelo. Per esigenza missionaria viaggiava molto... Ma, sinceramente, io me lo immagino, al mattino presto, Paolo che fa la sua corsa lungo il fiume o tra i boschi... e la sera se ne va in palestra per l'allenamento. Se no, come fa a intendersene così bene di sport?
Così è nata l'idea di riprendere qualche bella immagine delle olimpiadi di Pechino e metterle fianco a fianco con le immagini del grande Paolo, sportivo del vangelo di Cristo. La breve frase di ogni giorno aiuti ciascuno a coltivare il suo sport preferito: vivere la vita sospinti dalla Parola di Dio. Ai più coraggiosi propongo di andarsi a leggere con calma anche il brano da cui è presa quella frase.
È una ginnastica dello spirito, uno sprint che ci rende agili per la fatica quotidiana della vita, in compagnia del missionario Paolo.








