Un aiuto prezioso, Le ali di don Brusadelli
Un esempio di amore universale
Dal 1958, nelle loro attività missionarie alle Mentawai, i saveriani sono stati affiancati dalle ausiliarie laiche (ALI), fondate a Milano da don Brusadelli. Era la risposta che il famoso giornalista di Como dava alla richiesta del suo caro amico comasco, mons. Pasquale De Martino, primo amministratore apostolico di Padang.
Ci hanno accolto con l’Ave Maria
Dopo una breve pausa trascorsa a Padang per lo studio della lingua e un rapido ambientamento al clima e alla cultura orientale, le prime ausiliarie si sono imbarcate per Siberut. Erano preparate al lavoro in campo sanitario. I loro nomi sono Cristina e Lina. Ecco come Cristina ha descritto alle compagne, rimaste a Milano, il primo contatto con la cultura mentawaiana.
“Quando la navetta si è fermata nel golfo di Siberut, ci sono venuti incontro con molte canoe, ragazzi e giovani color cioccolato che cantavano Sura Ekeu, Maria! Ave, Maria! Il nostro cuore tremava un po’ per l’incontro con la nuova terra che il Signore ha scelto per il nostro apostolato. Ma il pensiero della Madonna ci ha rincuorato e ci siamo unite nel canto. Lina era in piedi sulla barca, come un vecchio lupo di mare. Più tardi, rimaste sole, abbiamo pregato il Signore, chiedendogli di benedire il nostro istituto e noi che siamo qui. Non sarebbe giusto tacere che i nostri cuori hanno tremato ancora, pensando che eravamo su una piccola isola sperduta nell’oceano Indiano e con l’Italia così lontana”.
La missione fino alla fine
Più tardi altre sorelle si sono aggiunte. L’opera di queste donne coraggiose e motivate si è manifestata preziosa per le isole, soprattutto nel campo igienico-sanitario, in quello educativo e della vita domestica. II Signore ha chiesto a Cristina un grande sacrificio: l’ha chiamata a sé, a Padang il 6 giugno 2005, una settimana prima che iniziassero le celebrazioni del cinquantesimo di presenza della chiesa nelle sue amate isole.
Franca Guidotti, missionaria Ali che con Cristina ha lavorato a lungo, la ricorda così. “Il 13 giugno scorso si è concluso a Sarausao, nell’isola di Siberut, l’anno cinquantesimo della presenza della chiesa cattolica nelle isole Mentawai. In questa occasione, è venuto spontaneo ricordare coloro che hanno iniziato, pionieri del vangelo, questa grande avventura missionaria che realizza la parola di Cristo: andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura.
Tra queste persone emerge la figura di una comasca, Cristina Carugati, di Carate Urio, che ha dedicato con entusiasmo e generosità la sua vita a questa nostra missione in Indonesia. Cristina era partita con il cuore pieno di fiducia e la decisa volontà a portare, insieme ai missionari saveriani, l’amore di Cristo a quel popolo. Si è dedicata con le sue sorelle di vocazione alle tante necessità di quel popolo semplice, nella foresta, con usi aborigeni, una vasta vigna del Signore a noi molto cara. Ha vissuto il carisma missionario che ci è stato insegnato dal nostro fondatore, don Brusadelli”.
Una grande manifestazione d’amore
L’ultimo saluto che la gente ha dato a Cristina è stato una manifestazione di amore universale: c’erano cristiani, buddhisti, hindu. Tante persone di ogni ceto sociale hanno sfilato davanti a lei per esprimerle gratitudine silenziosamente, semplicemente, ma dal profondo del cuore, così come lei si era prodigata per loro, sempre sorridente e con l’amore di mamma. Ora Cristina riposa nel piccolo cimitero della casa religiosa dei saveriani, a Padang, sepolta in quella terra che amava e dove desiderava rimanere.
Una terra che ha accolto la sua testimonianza come un seme di grazia che certamente porterà ancora tanti frutti per il regno del Signore.








