Skip to main content

“Tutto nelle mani di Dio”, Un ricordo di Giovanni Menici

Condividi su

Ricoverato all'ospedale di Brescia da una settimana, mi aveva fatto chiamare dal figlio Bruno. Desiderava ricevere l'unzione degli infermi e l'Eucaristia. “La voglio ricevere adesso che non c'è nessuno. Perché i familiari potrebbero allarmarsi e pensare a chi sa cosa... Ma io ci tengo, e sia fatta la volontà di Dio”. Così mi ha accolto Giovanni Menici, papà del saveriano fratel Bruno.

“Io ce la metto tutta”

Con il signor Giovanni ci siamo incontrati nel 1994. È sempre stato fedelissimo agli incontri annuali dei familiari dei saveriani, nella comunità di Brescia. Ma veniva frequentemente, e ci faceva tanto piacere. Era il fac totum per il figlio Bruno, missionario in Sierra Leone. Procurava tutto quello che al figlio occorreva o poteva essere utile, e lo spediva in Africa.

All'ultimo incontro in ospedale era sereno e fiducioso. Ha voluto compiere la confessione generale. Mi diceva: “Metto tutto nelle mani di Dio”. Non intendeva solo le imperfezioni e le debolezze che ogni essere umano compie, pur non volendo. Metteva “nelle mani di Dio” tutto se stesso, tutta la sua vita. “Io ce la metto tutta per stare bene; ma sia fatta la volontà di Dio”.

Il cuore missionario

“Meno male che Bruno è qui”, ripeteva il papà. Era felice che il figlio gli fosse vicino, durante i giorni della malattia. Fratel Bruno stava infatti per ripartire per la missione in Sierra Leone. Il figlio missionario sembra avere più spazio nella mente e nel cuore dei genitori, senza nulla togliere agli altri figli. È difficile dare una spiegazione a questi sentimenti; ma è così.

Per noi missionari, la morte di un genitore diventa un'esperienza spirituale di grazia. Pur nell'immensa sofferenza del distacco dalle persone più amate nella vita, ci sembra, in qualche modo, di ricambiare un dono: i genitori ci hanno donato a Dio; noi restituiamo a Dio il dono dei genitori.

Giovanni Menici è tornato dal Padre della vita il 21 dicembre scorso. Alla Messa nella chiesa di Castegnato, davanti all'assemblea raccolta per il saluto estremo, il parroco don Renato ha ricordato l'impegno fecondo di Giovanni nelle varie forme di volontariato in parrocchia e in paese. Il figlio Bruno ha ammirato lo stile di vita del papà: sobrio, sereno e incoraggiante.

Per la sposa e i familiari, la nostra solidarietà e preghiera.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2398.63 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Ottobre 2013
Cari amici, si avvicina un altro anniversario della morte di p. Pietro Uccelli. È il 59° e l'anno prossimo saranno 60 anni dalla sua beata morte. Più…
Edizione di Maggio 2013
Padre Riccardo Nardo, saveriano friulano nativo di Cimpello di Fiume Veneto, è rientrato dal Congo dove per quarant'anni ha svolto il suo apostolato…
Edizione di Agosto/settembre 2025
Le due parole che hanno accompagnato la riflessione di oltre 100 giovani riuniti a Parma per il lancio del Volontariato saveriano internazionale sono…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito