Tutti capaci di missione
Siamo corresponsabili del Vangelo
A settembre ci sarà il Convegno missionario nazionale. Direte: c'è tempo; perché parlarne a febbraio? È giusto parlarne subito, perché "chi ha tempo non aspetti tempo". È bene parlarne perché è un appuntamento importante, che non vuole essere riservato agli "addetti ai lavori": direttori dei vari centri missionari e partecipanti al Convegno.
Non è un tema. Al centro dell'attenzione c'è la missione alle genti, l'evangelizzazione dei popoli. Non è un tema da conferenza né un argomento di discussione. È il cuore stesso del comandamento di Cristo ai suoi discepoli e alle comunità dei suoi seguaci. È il mandato, l'ultima parola di Gesù ai suoi fedeli: "Andate in tutto il mondo; predicate il vangelo a ogni creatura… fino ai confini della terra" (Marco 16,15; Atti 1,8).
L'evangelizzazione dei popoli non è una missione riservata ai missionari e alle missionarie.
Essi hanno un ruolo importante e insostituibile, perché sono testimoni viventi del carisma missionario donato alla chiesa, che tutta intera deve dedicarsi alla predicazione del vangelo. Solo così la chiesa diventa davvero la beatitudine dell'umanità. Il compito gioioso dellamissione alle genti appartiene a ogni cristiano, solo perché seguace di Gesù, battezzato e inviato "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".
Tutti responsabili e capaci. Questo è il profondo significato del messaggio-slogan che la chiesa italiana ha scelto per il Convegno nazionale: "Comunione e corresponsabilità per la missione". Tutti - ciascuno per la parte che gli spetta e secondo la forza della fede che sente dentro - tutti dobbiamo lasciarci coinvolgere: personalmente e come famiglia, in gruppo e come comunità parrocchiale. Se non ci sentiamo capaci, vale il proverbio: "l'appetito vien mangiando"; come dire che la competenza si acquista provando, facendo. Delegare ad altri, defilarsi dall'impegno o giocare a scarica-barile non sono cose convenienti alle comunità cristiane del secolo che viviamo.
Con questa convinzione, anche noi desideriamo dare il nostro contributo, "aprendo il libro della missione", in vari modi e per tutto l'anno. Presentiamo nelle pagine centrali, già da questo numero, alcune esperienze di "parrocchie missionarie". Racconteremo anche la volontà dei missionari stessi di riscoprire il carisma della missione alle genti come beatitudine, per sé e per i popoli in mezzo ai quali vivono e annunciano il vangelo di Cristo, secondo il carisma e la spiritualità del beato Conforti.
A Brescia, abbiamo preparato alcune schede per incontri dinamici e incontri biblici, che possono essere di stimolo per quella necessaria conversione verso una pastorale missionaria, richiesta dai vescovi.
Chiediamo agli amici di "Missionari Saveriani" di farsi portavoce di queste iniziative e di essere sempre più convinti operatori e operatrici della missione alle genti.








