Tutti a ritmo di gamelan
Danze indonesiane dai saveriani a S. Cristo
Venerdì 16 gennaio, a conclusione della mostra sui francobolli indonesiani, nella splendida cornice di San Cristo si è tenuta una serata folcloristica - il balletto "Ramayana" - che ha avuto per protagonisti musica, danze e canti tipici della cultura indonesiana.
L'incontro di culture
L'assessore Mariangela Cornini, a rappresentanza delle autorità politiche e istituzionali della città, ha fatto omaggio all'ambasciatore indonesiano presso la Santa Sede, S. E. Bambang Prayitno, di due libri sulla storia e l'arte di Brescia, in segno di amicizia e di scambio interculturale.
Il rettore della comunità saveriana, p. Rosario Giannattasio, introducendo la serata, ha ricordato lo scopo principale che ha caratterizzato l'organizzazione della mostra: "Abbiamo voluto avvicinare la cultura indonesiana a quella secolare di Brescia, testimoniata proprio dalla bellezza e unicità della chiesa di San Cristo, una ricchezza da valorizzare continuamente".
Un luogo che l'assessore Comini ha definito "simbolo di intreccio, incrocio, tolleranza, amore, cultura e pace".
Uno spettacolo popolare
Da parte mia, nutrivo curiosità e interesse. Scoprire un aspetto di questo popolo così lontano dal mio mondo e poco "pubblicizzato" da giornali e televisioni, conoscere le sonorità tradizionali, capire quali elementi di vita fossero alla base di melodie, suoni, canzoni e balli di quelle genti, mi ha portato ad essere tra il pubblico.
Spesso, quando ci si imbatte in questo tipo di spettacoli, è facile pensare che si tratti di un evento per pochi, comprensibile solo alla luce di una profonda conoscenza dovuta a studio o a un contatto diretto. Non è stato così. Più di trecento persone hanno gremito la chiesa, rimanendo anche in piedi per meglio gustare le performance di musicisti e ballerini
Padre Stefano Coronese, per molti anni missionario in Indonesia, ha condotto la serata, assumendo i panni - è il caso di dirlo, visto l'abbigliamento tipicamente indonesiano che indossava - di un vero e proprio presentatore televisivo. La sua opera di mediazione e traduzione tra indonesiano e italiano è stata utile, perché ha permesso ai presenti di comprendere e gustare lo spettacolo.
Un viaggio nel folclore
La parte più propriamente musicale ha avuto come protagonista assoluto il gamelan, un particolare strumento che è in grado di produrre una notevole varietà di note e che per questo era posto al centro della scena, in posizione dominante. Il ritmo, invece, era scandito dal gendong, un tamburo che sembrava sostituire il direttore delle orchestre, come le intendiamo noi occidentali.
Saper ascoltare era quindi quasi più importante che guardare. La musica, inoltre, ha fatto da accompagnamento alle danze, tutte di carattere familiare; non avevano niente dello show come possiamo pensare noi. Ognuna era rappresentava una parte culturale dell'immensa Indonesia. In questo modo, era come viaggiare, anche con la fantasia, da Sumatra a Bali, passando per Giava ...
Gioco di mani...
In ogni balletto il movimento delle mani era una costante, quasi a voler creare e disegnare delle figure facendo roteare i polsi in modo sempre diverso. Ad ogni danza corrispondeva uno squarcio di vita indonesiana: la festa per un ospite che arriva a casa, il lavoro in campagna (il tamburo ritmava il movimento del bufalo), la preghiera e l'invocazione della divinità, il ringraziamento a Dio per il buon raccolto.
Le coreografie erano sempre ben riuscite, grazie anche al colpo d'occhio che gli abiti tradizionali dai colori sgargianti fornivano. Le danze indonesiane sono anche simbolo di convivenza tra culture diverse.
Nell'esibizione, infatti, erano impegnate giovani danzatrici musulmane, cattoliche e protestanti. A loro e a tutto il gruppo giunto a Brescia sono andati gli applausi meritati di un pubblico soddisfatto per una serata tanto inconsueta quanto di successo.








