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Mesi fa vi scrivevo di una personale classifica delle tre opere di Dio per il mondo che, personalmente, considero le più belle. Scrissi, allora, un pezzo ispirato ad una affermazione del filosofo scrittore sudcoreano Byung- Chul-Han: "Trovo che gli esseri umani raggiungano il culmine della bellezza quando pregano; senza dolore non potranno pregare". La cosa più bella non è la preghiera, che è compito dell’uomo e non di Dio, ma il dolore (la Croce di Cristo) - da noi accettato - che la rende possibile. Come se Dio, per salvarci, non avesse potuto pensare di farlo in altro modo che attraverso la croce, un passaggio ineludibile per attingere alla splendente gloria di Dio.

Per questo mese di maggio, penso di potervi svelare la seconda opera più bella, una donna: Maria. Dante, nel suo Paradiso, Canto 33, ha scritto versi che non si possono dire di nessun’altra creatura sulla terra, sentimenti così lontani dall'umana sapienza, che solo la fantasia e la potenza di Dio avrebbero potuto far coabitare: Maria è Vergine ed insieme Madre; figlia del proprio Figlio; umile ed alta come nessuna creatura; punto di partenza e pure di approdo (termine fisso) del progetto di Dio (eterno consiglio), per realizzare il quale Dio bussò alla sua porta, chiedendo permesso. Come se, senza il sì di Maria, l'intero progetto di salvezza di Dio fosse franato, quasi lasciando Dio nella condizione di dover trovare un'altra strada, certo a Lui pur possibile.

Tuttavia, come avrebbe potuto (dal momento che questo era il progetto di Dio) nascere bimbo, rinunciando ad avere una Mamma terrena, nel cui caldo grembo si raccese l'amore - ed - è germinato questo fiore? L’evento era così enorme da richiedere che lo stesso Creatore (il tuo Fattor) scegliesse di diventare nel grembo di Maria una sua creatura (non disdegnò di farsi sua fattura). Concetti così audaci che fanno venire le vertigini: Maria, la Donna, resa bellissima perché Dio l’ha voluta come Madre.

Non bastava, ha voluto offrirla anche a noi come nostra Madre. Siamo nella seconda parte del canto di Dante. Agli esseri beati del cielo Maria è fiamma (meridiana face) di carità e per noi umani, qui sulla terra, è dispensatrice (fontana vivace) di speranza. Noi umani (qual vuol grazia), privi del suo aiuto (e a te non ricorre), siamo come uccelli che desiderano librarsi in cielo (sua disianza vuol volar), ma non possono perché ci troviamo con le ali tarpate (volar sanz'ali). Come e più delle nostre madri terrene, come alle nozze di Cana, Maria vede, in anticipo (al dimandar precorre), i nostri bisogni.

Tutta bella sei, o Maria: In te misericordia, in te pietate / In te magnificenza, in te s'aduna / Quantunque (tutto ciò che) in creatura è di bontade. Amen.
Gustatevi questa preghiera con lettura continua; è facile trovarla anche su internet.



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