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Il pellegrinaggio per la canonizzazione di mons. Guido Maria Conforti potrebbe essere raccontato da vari punti di vista e sotto molteplici aspetti: il diario del viaggio e la cronaca dei fatti, gli eventi particolari che si sono susseguiti, le emozioni che ha suscitato.

È di queste emozioni che io voglio scrivere, come laico saveriano, anche e soprattutto per serbarle meglio nel cuore.

Il debito: essere a Roma ha significato per me esprimere riconoscenza nei confronti di quest'uomo di Dio "san Guido Conforti": non solo perché mi ha parlato personalmente, ma soprattutto perché, attraverso i suoi figli missionari, mi ha preso per mano e mi ha formato in gran parte.

Il testimone: essere a Roma con la figlia Monia, mentre la sposa Paola e il figlio Emanuele ci seguivano da casa, è stato come legare il passato con il presente, legare tutta la famiglia nello stesso evento, condividere con i figli una strada su cui camminare insieme, perché l'amore supera la distanza.

La bellezza: se è vero che la Bellezza divina salverà il mondo, ne abbiamo avuto un assaggio con lo spettacolo dei giovani salernitani sul nostro santo Conforti; soprattutto abbiamo assaggiato quel messaggio che traspariva non solo dalla rappresentazione artistica, ma dalla gioia di crescere intorno a un pietra angolare sana e santa.

La pazienza: si sa, viaggiare in compagnia è gioioso, ma abbisogna anche di pazienza; per me è stato un bell'esercizio, una pratica da sperimentare per rafforzarmi in questa virtù.

Il tempo: se il segreto della pace interiore è perdere tempo con Dio, ecco allora perché invece il nostro cuore è sempre agitato: non sappiamo perdere tempo; è per questo che i tempi lunghi del programma mi sembravano poco efficienti, ma alla fine abbiamo potuto perdere tempo con Dio, con i figli e con gli amici.

L'entusiasmo: giovani e meno giovani, laici, missionari e missionarie, bambini, partenti, famiglie..., alla grande festa al Gerini, in via Tiburtina, abbiamo toccato con mano la pienezza della festa, nella sobrietà, nella semplicità, nella familiarità.

L'amore: sarà uno dei ricordi più cari, l'inno all'amore di Thiago, il missionario brasiliano intervistato al Gerini da p. Claudio Marano. Pochi minuti per dire a tutti che il senso della vita è: amare, amare, amare!



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