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SUD/NORD NOTIZIE

Più che terrorismo

Bangladesh: una tempesta. Quello che è successo a Dhaka, a inizio luglio, è stato raccontato e analizzato da più parti. Noi lasciamo spazio alle testimonianze dei missionari (anche a pagina 7), che in Bangladesh lavorano.

“Gli attentatori erano tutti giovani e, salvo uno, bengalesi, figli di gente perbene, di cui nessuno sospettava. The Daily Star, quotidiano in lingua inglese più diffuso, invita i genitori ad aprire gli occhi contro la militanza islamica. “I nostri figli possono crescere come gli attentatori, pronti a uccidere altri figli come Faraaz, che ha sacrificato la sua vita nel tentativo di salvare le sue amiche. Abbiamo alcuni giovani che hanno agito come mostri, ma abbiamo anche chi ci ha lasciato un esempio».

Il governo bengalese non vuole ammettere la matrice dell’Isis. Evidentemente, sotto c’è una trama con collegamenti internazionali. Le guerre, per imporre la cosiddetta democrazia ai popoli del Medio Oriente (falso pretesto per controllo del petrolio, vendita delle armi…), hanno creato una tempesta che sembra non fermarsi più” (p. Antonio Germano, sx).

Bangladesh/2: la riflessione. Nel ristorante di Dhaka, qualcuno ha portato fiori e una corona anonima, con due parole sul nastro: "Forgive us-perdonateci”. P. Franco Cagnasso, missionario del Pime, dice: “I terroristi non hanno studiato nelle madrase (scuole coraniche), ma in prestigiose università private e internazionali. Tutte le forme più radicali di ideologie violente hanno avuto ai loro vertici persone istruite. E poi c’è internet, che ha aperto la porta al fanatismo; i tre elementi per comprendere il fenomeno del terrorismo in Bangladesh sono madrase, università, internet”.

Attentato in Iraq. Mentre i riflettori erano puntati sull’attentato in Bangladesh, tra il 2 e 3 luglio due autobombe sono state fatte esplodere a Baghdad, provocando quasi 300 vittime. L’Isis ha deliberatamente preso di mira i musulmani sciiti, colpendo in modo indiscriminato famiglie e giovani che poco prima della mezzanotte di sabato 2 luglio si erano riversati per le strade per festeggiare l'interruzione del digiuno (Eid al-Fitr), nel mese sacro del ramadan. L'attacco è arrivato poco dopo la riconquista della città di Falluja da parte delle forze di sicurezza irachene.

Sud Sudan: si rischia il genocidio! “Scrivetelo a caratteri cubitali: in Sud Sudan si rischia il genocidio. Qualcuno della comunità internazionale intervenga prima che sia troppo tardi”. È l’appello lanciato dal Sud Sudan dove si affrontano i militari fedeli al presidente Salva Kiir e gli ex miliziani del vice presidente Riek Machar, nonostante gli accordi di pace firmati un anno fa. Ai combattimenti fanno seguito i saccheggi e la popolazione ne paga sempre le conseguenze.

Con gli occhi aperti

Pulizia per le Olimpiadi. Secondo il Comitato Onu sui diritti dell'infanzia, la polizia avrebbe ucciso bambini e adolescenti per "ripulire" le metropoli, in vista delle Olimpiadi. La violenza nei confronti dei minorenni sarebbe ancor più visibile a Rio de Janeiro, dove esiste un'ondata di pulizia che mira a presentare al mondo una città senza questi problemi. Episodi simili erano accaduti e denunciati anche durante i mondiali del 2014.

Salviamo l’Europa! Sindacati, imprese e organizzazioni, unite nella campagna Stop TTIP, hanno ribadito la loro preoccupazione per l'impatto di queste trattative.

I rischi sono molti: i profitti e gli interessi economici vengono prima delle persone e della loro salute; la democrazia è minacciata, poiché i governi nazionali saranno scavalcati; gli squilibri tra nazioni potrebbero aumentare.

Sembra sospeso, invece, il CETA (accordo con il Canada simile al Ttip), che avrebbe permesso alle imprese statunitensi (con oltre 40mila filiali in Canada) di aggredire mercati e legislazioni europee “per interposta nazione”. Lo slogan è: “Salviamo l’Europa - Le persone prima dei profitti”.



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