Tradizione che si rinnova, Spineda e Cividale con dna missionario
Due piccole parrocchie della diocesi di Cremona, Spineda e Cividale, insieme fanno poco più di mille abitanti. Con l'aiuto del loro giovane e zelante parroco hanno raccolto molti aiuti, sia in denaro che in generi alimentari, per le missioni della Sierra Leone.
Qui lavorano da 58 anni i missionari saveriani, tra cui alcuni cremonesi e mantovani: p. Vittorio Bongiovanni, nativo di Spineda; p. Luigi Brioni di Commessaggio; p. Carlo Lucini di Cingia de Botti; senza contare il compianto p. Camillo Olivani di Cicognara, chierichetto di don Primo Mazzolari.
I parroci e i missionari
Don Angelo Piccinelli, il giovane parroco di Spineda e Cividale, ha le missioni nel sangue. Ed è riuscito a trasmettere il suo dna anche ai giovani della parrocchia, sei dei quali lo hanno accompagnato in Congo tre anni fa, nella missione del compianto saveriano di Spineda, p. Pacifico Fellini, che è anche lo zio di p. Vittorio Bongiovanni. Padre Fellini morì in un incidente stradale a Bukavu, dove oggi è sepolto.
Spineda è una parrocchia davvero fortunata, avendo avuto altri due missionari saveriani: p. Lorenzo Lini e suo fratello Luigi. Il primo è stato missionario in Cina e in Indonesia per molti anni e ha creato il primo dizionario in lingua indonesiana e italiana. Fratel Luigi è morto a Parma nel 1982 ed è sepolto a Cesole di Mantova.
Questa fioritura di vocazioni è certamente merito di altri parroci santi e innamorati delle missioni, che hanno saputo far crescere l'ideale missionario nei loro giovani. Oggi, la grande piazza di Spineda è intitolata a p. Pacifico Fellini; per "par condicio", un'altra via è dedicata a p. Lorenzo Lini.
La priorità del vangelo
Quest'anno, don Angelo ha ripetuto l'esperienza missionaria di tre anni fa. Questa volta, insieme a sei parrocchiani, è stato proprio a Makeni, per consegnare personalmente i frutti delle raccolte parrocchiali ai saveriani cremonesi che là lavorano.
Ci sembra giusto pubblicare le lettere che p. Vittorio Bongiovanni e p. Natale Paganelli, superiore dei saveriani in Sierra Leone, hanno scritto alle comunità di Spineda e Cividale per esprimere la gratitudine dei missionari. Nel mese dedicato alla missione, anche questo è un modo per riflettere sulla "priorità assoluta" del vangelo per tutti i battezzati, chiamati a essere servi e apostoli di Cristo, come insegna san Paolo: "guai a me, se non predicassi il vangelo!".
La lettera di p. Bongiovanni
Cari amici, vi ringrazio a nome mio, del vescovo, dei miei compagni missionari e soprattutto a nome della gente. La vostra generosità ci ha commossi e ci lascia senza parole. A questo punto non ci rimane che alzare le mani e gli occhi al Signore, perché ci pensi Lui a ringraziarvi. E Lui sa come fare. Qui insieme ai ragazzi e ai giovani si prega per voi.
Sono venuti a rappresentarvi don Angelo e i giovani "Glié sta pran brau!". Vengono a casa con le valigie vuote, perché ci hanno lasciato tutto. Adesso spartirò il "bottino" tra i giovani più attivi.
Li abbiamo stancati per bene: hanno fatto anche gli imbianchini... L'unica cosa che ha un po' amareggiato la mia gente è stata la sconfitta che hanno beccato giocando a pallone: Spineda-Cividale (l'Italia, in una parola) batte Sierra Leone 5 a 4. Avreste dovuto vedere don Angelo e i vostri ragazzi "i cureva come di negar!". Grazie di averceli mandati. In silenzio soffrivano solo i salami, che avevano il profumino della nostra terra. Grazie di averceli mandati.
I "vostri" hanno lasciato nel cuore dei miei ragazzi un po' di Spineda e Cividale. Però anche loro si sono portati via nel cuore un po' dei "nostri". Organizzerò presto una celebrazione dell'Eucaristia secondo le vostre intenzioni. Grazie di tutto cuore.
p. Vittorio Bongiovanni, sx.








