Testimoni di Dio e di pace / 1
SUD/NORD NOTIZIE
Non dimentichiamoli…
Sud Sudan: bisogno di pace. Gli scontri tra i militari fedeli al presidente Salva Kiir e quelli affiliati all’ex vice presidente Riek Machar, hanno creato una grave emergenza umanitaria in diverse aree del Paese. Finora sono stati costretti alla fuga oltre 200mila civili.
“Siamo stanchi della guerra, abbiamo bisogno della pace e la pace sud sudanese è una pace africana”, affermano i leader cristiani, chiedendo che lo scontro tra i due leader politici non si trasformi in un conflitto etnico-tribale. Il Consiglio delle chiese del Sud Sudan chiede l’apertura di “corridoi umanitari” e ribadisce che il dialogo è l’unica via legittima.
• Centrafrica: ancora violenze. Scontri e violenze hanno raggiunto ormai anche le zone più remote del Paese. Numerose aree di territorio sono abbandonate a se stesse e migliaia di civili sono alla mercé di ribelli e banditi. Le truppe africane della Misca e i soldati francesi dell’operazione Sangaris devono dispiegarsi nelle zone più a rischio e isolate, per evitare altri gravi scontri. Intanto, nella capitale Bangui sono in corso passaggi istituzionali cruciali per il futuro del paese.
La tensione continua
• Egitto: sì alla costituzione. Gli egiziani hanno detto “sì” al progetto di nuova costituzione. La nuova Carta fondamentale è stata messa a punto dopo il golpe militare che a luglio 2013 ha rovesciato Mohammed Morsi, primo presidente eletto in modo democratico nella storia dell’Egitto. La nuova Carta rimodula il ruolo dell’islam, rafforza i poteri del presidente e garantisce all’esercito ancora più manovra rispetto al passato. È un segnale favorevole al generale Abdel Fattah Al Sissi, in vista delle prossime elezioni presidenziali?
• Bangladesh: confusione e attacchi. Fanatici islamisti hanno attaccato la comunità cattolica di etnia mandi del distretto di Jamalpur, "colpevole" di aver votato alle elezioni politiche del 5 gennaio, vinte dal partito dell'Awami League già al governo e boicottate dall’opposizione. L’arcivescovo di Dhaka, mons. D’Rozario, ha detto che la situazione sociale e politica resta tesa. “I cittadini cristiani bengalesi vivono questo momento tormentato per il paese pregando e sperando; le elezioni non sono state un buon segnale per la democrazia, ma l’alternativa era il caos. Il pericolo dell’islamismo militante e radicale è reale”. Intanto, il parlamentare di lungo corso Mankin, di etnia mandi, è stato nominato ministro del welfare; è un buon segno se saprà lavorare per lo sviluppo dei più poveri.
C’è record e record…
• Mine e trattati! Meno vittime, più fondi e più opere di bonifica: sono le tendenze rilevate in un rapporto di Landmine Monitor che fa il punto sulla lotta contro le mine anti-persona, a 16 anni dalla firma del Trattato di Ottawa per la messa al bando di questi ordigni.
Grazie all’approvazione del Trattato, l’uso delle mine anti-persona si è ridotto in modo evidente, ma non è ancora cessato. Particolarmente critica la situazione nello Yemen.
Al Trattato non hanno ancora aderito potenze mondiali come Stati Uniti, Russia, Cina, India e Pakistan.
• Emissioni nocive. Le emissioni globali di biossido di carbonio derivate dall’utilizzo di combustibili fossili hanno raggiunto un livello record nel 2013.
La comunità internazionale fatica a controllare i gas a effetto serra, a cui è attribuito il riscaldamento globale.
Il Protocollo di Kyoto, unico accordo globale che fissa limiti vincolanti ai livelli di emissioni nazionali di CO2, coinvolge solo i paesi industrializzati, con l’eccezione degli Stati Uniti che non l’hanno mai ratificato.







