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Care lettrici, cari lettori: dal gran parlare che se ne fa, sembra che qualcuno voglia convincerci tutti - se non proprio obbligarci - a fare... testamento. Non si tratta però del "testamento sui beni", e neppure del "testamento spirituale", che una persona lascia ai suoi cari in eredità. Lo chiamano "testamento biologico", un testamento sulla vita; più precisamente, un testamento sul fin di vita, su come vogliamo che ci facciano fuori. Come se ogni cosa dipendesse dalla semplice volontà del testamentario.

Il geniale p. Romeo Brotto, saveriano padovano di Cittadella, già missionario in Brasile, ci ha mandato un brano dello scrittore brasiliano Amado Filho. È una specie di "testamento biologico alternativo" sul senso pieno della vita, anche quando i comportamenti fisiologici non rispondono più ai comandi della mente. Per quei giorni, già da ora, imploriamo accoglienza e sostegno.

Mi viene un'idea: perché non copiare questa "lettera" - magari cambiando dove il cuore ci suggerisce di farlo - e consegnarla in busta aperta ai figli e nipoti, come nostro "testamento biologico"? Non occorre andare dal notaio né portarsi dietro il medico. Umanità e solidarietà ci accompagnino fino alla fine!

  • p. Marcello, sx.

La lettera del "vecchio"

Il giorno in cui questo vecchio non sarà più lo stesso, abbi pazienza con lui e cerca di comprenderlo. Quando lascerò cadere il cibo sulla camicia e non saprò più allacciarmi le scarpe, sii paziente con me e ricordati delle ore che ho speso per insegnarti a fare le stesse cose.

E se durante le conversazioni ti ripeterò le stesse cose, che già sai come andranno a finire, non mi interrompere e ascoltami lo stesso. Ricordati che quando eri piccolo, per farti dormire, io ti raccontavo tante volte la stessa storia fino a vederti chiudere gli occhi.

E se quando stiamo insieme, senza volerlo, farò le mie necessità, non vergognarti. Comprendimi: non ne ho colpa, perché ho perso il controllo! Ricordati quante volte ti ho cambiato, perché fossi ben pulito e profumato...

E quando mi vedrai incapace e ignorante davanti alle nuove tecnologie, che non riesco a capire, sii paziente e lasciami tutto il tempo; non disprezzarmi con un sorriso canzonatorio. E quando le mie gambe non mi sorreggeranno più e non riuscirò a restare in equilibrio, offrimi la tua mano per appoggiarmi...

E se un giorno dovessi dirti che non ho più voglia di vivere, non preoccuparti! Comprenderai che questo non vuol dire che non ti apprezzi o non ti ami. Ho sempre desiderato il meglio per te e mi sono sempre impegnato, perché il tuo mondo fosse migliore, più confortevole e incantevole.

E anche quando me ne andrò, cercherò di indicarti il cammino per la giusta direzione. Sii certo che ti sarò sempre vicino e mi prenderò ancora cura di te. Non rattristarti e non preoccuparti se mi vedi così! Non guardarmi con compassione; fammi sentire il tuo cuore vicino, comprendimi e restami accanto, come io ho fatto con te all'inizio della tua esistenza. Questo mi darà forza e coraggio.

Come io ti ho accompagnato all'inizio della vita tua, adesso accompagnami tu, che termina la mia.

Abbi tanto amore e pazienza con me, e io ti ricambierò con sorrisi e gratitudine, e con il grande amore che ho sempre avuto per te. Grazie e arrivederci,                                             

  • il tuo Vecchio / la tua Vecchia.


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