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Tante strade portano alla missione, Il Gams

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di: Lorella e Giancarlo.

Quasi 30 anni fa, sia io che Giancarlo, mio marito, vivevamo un percorso di fede insegnando catechismo, lui nella sua parrocchia e io nella mia. Giancarlo era stato allievo dai saveriani e lì aveva imparato il valore della solidarietà e dell'altruismo verso gli altri.

La canonica come seconda casa

Dopo il matrimonio abbiamo continuato a insegnare insieme catechismo ai ragazzi, finché abbiamo capito che lui era più portato per i giovani ed io per i più piccoli.

Nella vita parrocchiale, fin dall'inizio del nostro matrimonio, il nostro parroco ci faceva vivere esperienze forti e diceva che per annunciare la parola dovevamo viverla. Così, partecipavamo a molti momenti di preghiera con il gruppo dei catechisti e la canonica era la nostra seconda casa. Nel periodo estivo, come esperienza formativa, il nostro parroco ci invitava ad andare a Spello, ospiti dei "Piccoli fratelli di Gesù". Univamo in questa esperienza la preghiera e il lavoro con i contadini della zona, oltre alla condivisione di esperienze.

L'esigenza di una formazione

Abbiamo continuato questo cammino per dodici anni andando altre volte anche con i nostri figli. Quante belle amicizie si sono costruite in queste esperienze. Mi ricordo di Alessandra ed Elena, che sono diventate monache di clausura; suor Gioj, entrata nella congregazione di Madre Teresa; p. Roberto Salvadori, saveriano; il fratello di mio marito, entrato a far parte della comunità Papa Giovanni XXIII.

Da anni frequentiamo la casa dei saveriani, aiutando i missionari nei lavori pratici. I momenti belli sono stati tanti anche qui, ma mancava una formazione. Padre Luciano un giorno ci ha proposto di entrare nel gruppo Gams (di cui tuttora facciamo parte) e lì abbiamo percepito uno stile diverso. La parola di Dio è al centro della nostra esperienza cristiana, così come la condivisione del nostro cammino con altri e giorno dopo giorno percepivamo di crescere interiormente.

La necessità di incontrarci

Pian piano ci siamo sentiti utili non solo nello svolgimento di attività manuali... Nel gruppo ci arricchivamo vicendevolmente, ascoltandoci, ed eravamo soddisfatti di noi, perché la vita cominciava a essere un dono in tutti i sensi. Incontrarci ogni mese nel gruppo diventava una necessità. 

Senza il dialogo, la preghiera, lo scambio di opinioni, la condivisione di gioia e dolore, non si può capire né se stessi, né gli altri. L'obiettivo del Gams è proprio basato su questo. È per questo che ci piace, e penso che qualsiasi progetto o attività si voglia realizzare, vissuta con questa ottica debba andare a buon fine.


  • Chi è interessato alle attività del Gams, può contattare p. Luciano Bicego (329 4750415).


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