Suor Chiara, soffio di dolcezza
Il 7 ottobre 2025 moriva ad Assisi sorella Chiara Ameglio, della piccola fraternità di Santa Elisabetta d’Ungheria. Amica dei missionari Saveriani, l’abbiamo avuta spesso ospite nella nostra comunità di Brescia. Ho avuto il privilegio di conoscerla personalmente e di condividere la sua intensa attività in favore dei più piccoli, i meninos de rua. La sua attività missionaria si è svolta in Brasile per oltre 40 anni, dove ha fondato centri di accoglienza, aiutato comunità religiose per bambini senza riferimenti parentali, istituito scuole alla periferia delle città. L’ultima sua opera è stata il centro di accoglienza “Pro Meninos De Rua”, dove accorrono decine di bambini e bambine per lo più abbandonati a sé stessi. È stata presidente dell’omonima Onlus con sede ad Assisi. La sua opera comunque continua attraverso il Consiglio che provvederà a nominare la nuova presidente.
Proponiamo la testimonianza di Joannas Campos, una delle prime ragazze formate da sorella Chiara. Fotografa molto bene la sua personalità.
Chiara… è stata, per noi, come un angelo mandato da Dio, un soffio di dolcezza in un mondo stanco, una fiamma lieve e costante che illuminava senza far rumore.
È stata una cristiana autentica, di quelle che non solo parlano di Gesù, ma Lo vivono: nel modo di guardare, di ascoltare, nel gesto semplice, nel silenzioso prendersi cura. Diede pane a chi aveva fame e acqua a chi aveva sete, rispondendo alla chiamata del Signore: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere” (Matteo 25, 35). Ovunque sia passata, Chiara ha lasciato tracce di bene, come chi semina fiori lungo la strada senza chiedere riconoscimenti, solo per amore.
Ha accolto le ferite del corpo e quelle più nascoste dell’anima, con mani delicate e cuore attento. In Brasile, la sua presenza è stata seme e miracolo. Sostenne scuole, rafforzò centri di accoglienza, perché nel cuore riconosceva nei piccoli lo stesso Cristo che diceva: “Lasciate che i bambini vengano a me…”.
Ha costruito ponti tra le persone e Dio, come chi tesse fili di luce. L’ha fatto nello spirito francescano più vero, senza nulla pretendere. È stata promotrice dell’arrivo della Piccola Fraternità Francescana in Brasile, della fondazione della ONLUS Meninos de Rua e del Centro Santa Clara. E l’ha fatto soprattutto con il suo testimone silenzioso, forte e luminoso, fatto di presenza, ascolto, amore.
Chiara sapeva essere luce. E quella luce non si spegne. Perché l’amore che si vive davvero non muore, non si perde, non svanisce. “L’amore non avrà mai fine” (1 Corinzi 13, 8).
Per questo, non diciamo addio. Diciamo grazie e diciamo resta. Perché chi ama, rimane. Chiara, noi, dal Brasile, ti amiamo. E ti saremo eternamente grati per la tua vita in mezzo a noi. La tua presenza è stato un dono. Il tuo amore resta vivo nel silenzio dolce dei nostri cuori (Joanas Campos).







