Sud/Nord Notizie: Tsunami, non è acqua passata - Forum mondiale
Un'onda lunga
Tsunami e debito estero. Il G-8, l'organizzazione che raccoglie gli otto Paesi più industrializzati del pianeta, ha raggiunto un'intesa per “congelare” il debito dei Paesi dell'oceano Indiano devastati dal maremoto. Secondo Riccardo Moro, direttore della Fondazione giustizia e solidarietà della Conferenza episcopale italiana (Cei), è un'iniziativa che rischia di essere solo di facciata. “Questi annunci non sono utili per costruire consenso, paiono funzionali alla gara per apparire più generosi in modo non costoso e possono avere ripercussioni sui debiti dovuti verso privati. Il congelamento dei debiti e le seguenti riduzioni sono un atto necessario, ma non sostituiscono in alcun modo la necessità di adeguati contributi finanziari freschi”.
“Posticipare di mesi il pagamento degli interessi sul debito non è la misura che può rimettere in piedi questi Paesi” - ha dichiarato Sergio Marelli, presidente dell'Associazione delle organizzazioni non governative italiane, commentando la notizia. “Lo ha detto il Papa e con lui riproponiamo la richiesta che per tutti i Paesi meno avanzati - e a maggior ragione per quelli colpiti dal maremoto - si proceda urgentemente alla cancellazione quasi totale del debito”.
Tsunami: infanzia in pericolo. Le Nazioni Unite lanciano l'allarme sulla “generazione tsunami”, ovvero i tanti bambini rimasti orfani, feriti, privati di ogni bene e a rischio malattie a causa del maremoto. Secondo l'Unicef i minori sarebbero almeno un terzo dei circa 250.000 morti nel maremoto. Quasi la metà della popolazione di alcune delle zone danneggiate dal maremoto ha meno di 19 anni; i bambini colpiti in vario modo dalla tragedia sono circa un milione e mezzo.
L'Unicef ha indicato quattro priorità per salvare le piccole vittime del maremoto: garantire la sopravvivenza dei bambini superstiti; prendersi cura di quelli separati dai familiari; garantirne la protezione dallo sfruttamento; aiutarli a superare il trauma. Infine arriva un monito: “L'adozione internazionale, in questo momento, non è la risposta adeguata perché i bambini sarebbero sottoposti a un secondo abbandono e tutta l'area si vedrebbe privata di un'intera generazione”.
Vantaggi o affari?
Gasdotto internazionale. India, Bangladesh e Myanmar (ex Birmania) hanno raggiunto un accordo di principio per un progetto di sfruttamento di giacimenti di gas e per la realizzazione di un gasdotto. Le due iniziative mirano ad alimentare le risorse energetiche dell'India. I responsabili dei dicasteri dell'energia dei tre Paesi hanno concordato di collaborare nell'esplorazione, escavazione e sviluppo dei giacimenti di gas naturale nel Myanmar occidentale e nell'invio del gas attraverso il Bangladesh con destinazione India.
Il Myanmar, aprendo il proprio mercato all'India, certamente aumenterà i guadagni in questo settore, ma ancora non sono emerse stime in merito. Si prevede solo che New Delhi avrà bisogno entro il 2025 di 400 milioni di metri cubi di gas al giorno.
È invece stato calcolato da alcuni media indiani che il Bangladesh potrebbe guadagnare circa 125 milioni di dollari all'anno dal passaggio del gasdotto sul suo territorio. Per far questo, però, saranno sottratte alla popolazione grandi quantità di terreno abitato.
Si può fare di più
Forum mondiale sull'acqua. Responsabilizzare le donne e favorire la loro partecipazione; insegnare a loro e ai giovani le basilari norme igieniche. Sono due delle principali azioni previste nella dichiarazione finale del “Forum mondiale sull'acqua” tenutosi a Dakar in Senegal a cui hanno partecipato circa 500 delegati di governi, organizzazioni internazionali e non governative, istituti di ricerca. Inoltre, sono invitate le piccole imprese private a impegnarsi per fornire, a prezzi accessibili, servizi adeguati per risanare e fornire l'acqua potabile.
Secondo i dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della salute (Oms) e dall'Unicef, oggi il 40% della popolazione mondiale non dispone di servizi igienici e d'approvvigionamento d'acqua di base. La maggior parte vive nelle zone rurali dell'Africa subsahariana e nei Paesi dell'Asia sud-orientale.
“Ogni 15 secondi un bambino muore per malattie provocate dal consumo d'acqua insalubre e per condizioni sanitarie inadeguate” ha detto il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Nonostante i progressi attesi entro il 2015, per quella data, fa sapere l'Onu, saranno almeno ancora 800 milioni le persone che soffriranno di carenza d'igiene e d'acqua potabile.








