Sud/Nord Notizie: Sud Sudan, Congo RD, Burundi, Brasile
Obiettivo Africa
Sud Sudan: è nato il nuovo Stato. Con la proclamazione d'indipendenza e la firma della Costituzione provvisoria, il 9 luglio è nato il nuovo stato del Sud Sudan. Il presidente Salva Kiir Mayardit ha promesso: "Il popolo sud-sudanese non sarà mai più oppresso".
Sulla spianata arsa dal sole, gli esponenti delle varie tribù che compongono la popolazione del nuovo stato erano seduti l'uno accanto all'altro. Proprio il superamento delle identità locali e il lavoro su progetti di sviluppo a lungo termine saranno le sfide del futuro.
• Sud Sudan /2: l'inizio di un cammino. "L'indipendenza non è il punto d'arrivo ma l'inizio di un cammino", ha dichiarato mons. John Njue, inviato di Benedetto XVI alla proclamazione d'indipendenza. "Abbiamo sofferto e atteso al fianco del popolo sud-sudanese: la sua storia è quella della nostra congregazione", ha aggiunto p. Enrique González, superiore generale dei Comboniani. Proprio il Sudan, è la nazione dov'è stato missionario ed è morto San Comboni.
Parlando del nuovo stato, mons. Mazzolari diceva: "Il futuro comincia dalla riconciliazione tra comunità che si sono combattute a lungo. Per formare una classe dirigente animata dal senso del bene comune, i sud-sudanesi dovranno avere una grande capacità di perdono".
• Congo RD: aiuti efficaci? "Rete pace per il Congo" ha avanzato forti critiche sull'intervento umanitario delle agenzie Onu e delle ong straniere nel Paese negli ultimi dieci anni. Mancata assistenza alla popolazione, scarso impatto sullo sviluppo, poche azioni concrete, interventi sporadici, alti costi amministrativi e di personale, sono le colpe maggiori che evidenziano anche la grande delusione del popolo congolese davanti a molteplici promesse non mantenute da parte della comunità internazionale.
Intanto, sono state fissate per il 28 novembre le elezioni presidenziali a turno unico che eleggeranno anche i deputati nazionali.
• Burundi: c'è malcontento. Le bollette di acqua e luce hanno registrato aumenti vertiginosi che si aggiungono a quelli già decisi dal governo per il carburante. A risentirne sono stati anche i prezzi dei beni alimentari di base come fagioli e riso, che costano il 40% in più rispetto a inizio anno. "La gente è fuori di sé e chiede perché non s'interviene", dice p. Claudio Marano, direttore del Centro giovani "Kamenge", a Bujumbura. "L'aumento della benzina ha ripercussioni dirette sul costo dei trasporti e quindi delle merci che le famiglie acquistano al mercato. Poi però si scopre che chi importa e trasporta beni di prima necessità è legato a chi è al potere...".
Soluzioni lontane
• Brasile: indigeni in piazza. Per l'ottavo anno consecutivo circa 800 indigeni, in rappresentanza di 230 etnie del Brasile, hanno installato un accampamento di fronte al Congresso di Brasilia. Chiedono sia messo un freno alle mega infrastrutture che il governo progetta di costruire nei loro territori, a partire dalla centrale idroelettrica di Belo Monte. "Viviamo in accampamenti improvvisati sparsi ovunque perché i grandi coltivatori di soia hanno invaso i nostri territori. La presidente Dilma finora non ha fatto nulla per i nativi". In Brasile si contano circa un milione di indigeni su una popolazione globale di 190 milioni di abitanti.
• Vittime dimenticate. A due anni dal passaggio del ciclone "Aila" in Bangladesh, migliaia di sopravvissuti hanno ancora bisogno di tutto. Le persone colpite sono state più di 3 milioni e oggi oltre 200mila abitanti sono in gravi difficoltà. Il 34% delle famiglie non ha accesso all'acqua potabile.
In Indonesia, invece, oltre sei anni dopo il devastante tsunami, centinaia di abitanti della città di Banda Aceh vivono ancora in sistemazioni "temporanee". Molti dei rifugi, costruiti in fretta dopo la sciagura, sono in condizioni disastrose e le fogne a cielo aperto rendono l'aria irrespirabile. E dal Giappone, p. Codenotti scrive: "Rimangono l'immensità dei danni e i problemi irrisolti. I riflettori si vanno spegnendo, con il rischio di dimenticare la gente che sta subendo le conseguenze peggiori".








