Sud/Nord Notizie: Mine, disarmo, Africa hi-tech, indigeni Colombia
Arsenali da abbattere
Mine: a 10 anni da Ottawa. Una copia della scultura che dal 1997 svetta nel centro di Ginevra di fronte alla sede delle Nazioni Unite, una sedia con una gamba mutilata, è stata fatta esplodere simbolicamente a 10 anni dall'entrata in vigore del trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona. A simulare la deflagrazione 42 milioni di petardi, come gli ordigni distrutti dai 156 stati che hanno sottoscritto il Trattato. Ma il mondo non è ancora libero dalle mine.
In Colombia, ad esempio, dove si terrà la seconda conferenza di revisione del Trattato dal 30 novembre al 4 dicembre, tra il 1990 e il 2008 sono state uccise dalle mine quasi 8mila persone e ci sono ancora 20 campi minati.
• I nobel per il disarmo. Venti premi Nobel, guidati dall'oncologo Umberto Veronesi, hanno creato il movimento internazionale "Science for Peace". Lo scopo è chiedere al mondo una riduzione progressiva degli armamenti e delle spese militari, iniziando da un -20% in 7 anni, fino ad arrivare alla costituzione di un unico esercito di pace europeo. I fondi recuperati dovranno essere impiegati per realizzare ospedali e scuole. Al movimento hanno aderito centinaia di personalità della cultura, della scienza e dell'arte.
Serve trasparenza
• Cellulari... "puliti". L'associazione "Global Witness" ha chiesto ai produttori di telefonini di sottoporre gli approvvigionamenti di materie prime a un controllo severo, per escludere ogni finanziamento alla guerra in Congo RD. Da recenti inchieste è emerso che i principali gruppi armati si finanziano attraverso il commercio di minerali di grande valore. Questi minerali permettono di produrre dei metalli, tra i quali lo stagno e il tantalio, che entrano nella produzione di telefonini. Alcune imprese hanno promesso che inaspriranno i controlli, ma nessuno è in grado di garantire che la produzione di cellulari non abbia alcuna relazione con il conflitto. Se il governo congolese è sordo di fronte alla responsabilità di controllare il traffico minerario, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con cui si chiede che ai gruppi armati sia impedito l'accesso alle miniere di zinco, coltan, diamanti e oro... Saranno in grado le forze della Monuc di vigilare?
• Africa: discarica hi-tech. Un'indagine di "Greenpeace", durata tre anni, ha tracciato il percorso di un televisore rotto attraverso un sistema satellitare. L'apparecchio, che per legge non avrebbe potuto uscire dall'Europa, ha invece compiuto un viaggio di 4500 miglia fino a Lagos, capitale della Nigeria, dove l'équipe lo ha recuperato prima che finisse in un sito a cielo aperto, che accoglie ogni giorno montagne di scarti del mondo occidentale. In questo inferno decine di ragazzi recuperano i componenti, bruciano la plastica e trafugano il rame che poi rivenderanno. Una pratica che li espone ad agenti tossici e cancerogeni.
Solo nel Regno Unito si perdono ogni anno le tracce di circa 500mila tonnellate di prodotti elettronici e in Italia non sappiamo la fine dell'80-85% dei nostri scarti tecnologici.
• Colombia: indigeni Awa in marcia. In una nota firmata anche dall'Organizzazione indigena della Colombia, il popolo nativo Awa ha annunciato l'inizio di una nuova marcia comunitaria nelle selve di Barbacoas, alla ricerca delle 30 vittime di due attacchi contro le sue comunità. Gli Awa hanno chiesto al governo la presenza di una squadra di esperti internazionali che li aiuti a bonificare le zone minate e hanno sollecitato il ritiro immediato dei gruppi armati dal loro territorio. L'area delle ricerche è teatro di costanti scontri tra guerriglieri, paramilitari ed esercito, nonostante da sempre la comunità Awa si sia dichiarata neutrale al conflitto interno, chiedendo il rispetto della propria autonomia e cultura. Non è ancora nota la sorte di quasi un centinaio di nativi che, sempre secondo gli Awa, sarebbero stati prelevati dalle Farc.








