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Sud/Nord Notizie, È importante parlarne: Mine, Confronti

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Mine antiuomo

A che punto siamo. Si è svolta a Nairobi, in Kenya, la prima conferenza internazionale per verificare l'applicazione della “Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine”, a cinque anni dalla sua entrata in vigore, e per preparare un piano d' azione per il prossimo quinquennio. La convenzione è stata ratificata da 144 nazioni, ma non ancora da Stati come Usa, Russia, Cina, India, Pakistan e Israele, che ancora vi si oppongono.

La Russia, a novembre, ha finalmente ratificato il protocollo di Ginevra del 1980, che limita in qualche modo l'uso delle mine. Il Papa ha fatto pervenire un messaggio ai partecipanti in cui afferma: “Le mine antiuomo uccidono e mutilano numerose vittime innocenti e pesano sull'economia dei Paesi in via di sviluppo. È necessario che questo finisca!”. Ha esortato gli Stati firmatari a raddoppiare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati, non facendo mai mancare il sostegno alle vittime. Ha poi invitato le nazioni più ricche a stringere accordi di cooperazione con i Paesi colpiti dal dramma delle mine.

La Campagna internazionale ha pubblicato un'edizione speciale sulla situazione nel mondo intero: un volume di 1.300 pagine. Risulta che 83 Paesi sono ancora infestati da mine e ordigni inesplosi che causano l'uccisione o il ferimento di almeno 15.000 persone l'anno. Sono scesi a quattro i Paesi che fanno ancora uso di mine (Birmania, Georgia, Nepal e Russia) e altrettanti sono i Paesi che le producono. Continua il lavoro di bonifica di territori infestati e la distruzione degli ordigni in arsenale. L'Italia, però, ha ridotto del 50% i contributi per lo sminamento umanitario.

Incontri e confronti

Sierra Leone: incontro per l'Africa. A Freetown, in Sierra Leone, si è tenuta una conferenza promossa dalla cooperazione italiana. Erano presenti delegazioni di diciotto nazioni dell'Africa occidentale oltre ai rappresentanti dell'Italia, della Sierra Leone e dell'Onu. Vi hanno partecipato anche il vescovo di Makeni mons. Biguzzi e il saveriano p. Berton. La conferenza aveva lo scopo di pensare a una più efficace cooperazione internazionale per l'Africa, partendo da istruzione e formazione. Alcuni hanno sottolineato l'importanza di aprire la strada agli investimenti privati coinvolgendo imprenditori italiani. Mons. Biguzzi ha raccomandato di non tradire le aspettative delle popolazioni africane. Padre Berton ha detto: “prima dovevamo fuggire, ora siamo in difficoltà e dobbiamo risolvere i problemi della vita, dal lavoro al reinserimento dei ragazzi soldato nelle loro famiglie e nelle scuole”.

Intellettuali d'Africa. Si è tenuta a Dakar, in Senegal, la prima conferenza degli intellettuali africani. L'obiettivo era quello di sollecitare tutte le persone colte d'origine africana a prendere parte attiva alla rinascita del continente. I 700 partecipanti hanno mostrato che, pur essendo dispersi, avevano a cuore il futuro del loro continente: democrazia, pace, stabilità istituzionale erano le parole chiave del progetto “rinascita”. Molti politici africani hanno paura degli intellettuali e il clima di lavoro non è sempre favorevole, per questo alcuni sono stati esiliati, altri messi a tacere, altri ancora uccisi. È stato impedito loro di diventare il motore della società. Alla conferenza è stato deciso di creare un comitato permanente che seguirà i lavori dell'Unione africana. Inoltre, è stato affidato all'insegnamento il compito di promuovere con nuovi programmi scolastici la tradizione africana nello studio della storia dei Paesi e del continente. Gli intellettuali, infine, sperano di essere maggiormente coinvolti nelle decisioni politiche dei loro paesi.

Rubrica sull'Africa del GR1. Da gennaio la Rai ha iniziato a inserire nel giornale di Radio 1 delle ore 8 del mattino una rubrica fissa sull'Africa dal titolo, “Per non dimenticare l'Africa”. Ci saranno servizi e collegamenti dalle capitali africane realizzati da sette inviati e due corrispondenti, si parlerà delle guerre, dei problemi, ma anche delle potenzialità e delle storie positive del continente africano, spesso dimenticato e sfruttato. La rubrica verrà riproposta anche nel giornale radio della mezzanotte e sarà presente su internet attraverso un sito da cui si potranno scaricare i servizi trasmessi e connettersi direttamente con la redazione che coordina le pagine dedicate all'Africa: www.radio.rai.it/radio1

Comunità di Sant'Egidio premiata. Il presidente Ciampi ha consegnato ad Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio, il premio Balzan 2004 per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli. Il prestigioso riconoscimento ha voluto premiare in particolare il progetto DREAM per la lotta all'Aids che la comunità di Sant'Egidio sta portando avanti in Africa. “Vogliamo impedire - ha dichiarato Riccardi - che una cura disponibile sia inaccessibile agli africani”.



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