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Storia di una Vocazione: “Desidero Amare Intensamente”

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Lo scorso luglio, con Annalisa, Antonella e Valentina, ho emesso la Professione religiosa: ho consacrato alla missione la vita che mi è stata donata nella Famiglia Saveriana e sono felice! Sono arrivata a realizzare il mio sogno grazie ad alcune frasi che come pulci nell'orecchio, hanno continuato a ronzare sino a farmi decidere di voler sentire bene e chiaramente quello che mi dicevano, quello che mi chiedevano: "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro" (Mt 7, 12). "Cristo oggi, da sempre ha bisogno di donne vere. Ti ha scelto".  "Glorificate il Signore con la vostra vita; andate in pace".

Della prima frase conoscevo la versione al negativo: "Non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te" e, sino ad allora, mi bastava rispettare le persone che incontravo rimanendo nel mio mondo. Ma il Vangelo di Gesù mi chiedeva innanzitutto cosa desideravo io e di fare la stessa cosa nei confronti di chi incontravo; mi impegnava in prima persona, mi chiedeva di compromettermi.

Non mi bastava  più rispettare le persone, desideravo amare disinteressatamente ed incondizionatamente; ma mi sentivo incapace ed inadeguata. Gesù con queste parole mi aveva proprio messo alle strette. Volevo amare, ma non sapevo in che modo. La seconda frase, impressa nella mente e nel cuore durante un Campo scout, riassumeva bene il mio stato d'animo: stavo tremando.

Ed ecco che fa capolino la terza frase: nel saluto finale di una celebrazione eucaristica, le parole "Glorificate il Signore con la vostra vita; andate in pace", hanno sortito in me un effetto che non aveva proprio niente a che fare con la pace. Mi veniva chiesto di mettere in gioco la mia vita, tutto ciò che avevo vissuto e stavo vivendo (famiglia, amici, scoutismo, servizio agli anziani, animazione nei campi profughi, lavoro): scombussolamento generale.

Ho tentato di reagire a questo terremoto interno, impegnandomi con energia nelle varie attività in cui ero inserita, cercando di trovare un filo che unisse i miei pensieri e i miei desideri.

Per caso mi capitò tra le mani un opuscolo che riportava l'indicazione della Scuola di Pastorale Missionaria che si teneva a Desio presso i missionari Saveriani (sino allora non sapevo neppure che esistessero i Saveriani, tantomeno a Desio!), mi interessava sapere cosa proponeva questo corso di pastorale missionaria, visto che desideravo conoscere meglio la vita di missione, dopo aver fatto un'esperienza estiva di servizio in una missione del Congo. Incuriosita, telefonai; parlai con uno dei padri che mi invitò ad andare da loro per spiegarmi di persona di cosa si trattasse.

lo, inconsapevole che, anche attraverso quell'incontro, pian piano la volontà di Dio stava prendendo forma in me, ascoltai la sua proposta; gli obiettivi del corso erano molto alti rispetto alle mie pretese e alle mie capacità ed espressi questa mia perplessità. Il padre mi fece una controproposta: partecipare al gruppo missionario giovanile che si incontrava a Casa loro.

Accettai. In fondo come impegno chiedeva semplicemente la partecipazione mensile. Scoprii ben presto che non bastava essere presenti; veniva chiesto un impegno nella parrocchia di appartenenza.

Per caso venni a sapere che nella mia parrocchia di Seregno stava nascendo il gruppo missionario. Colsi subito l'occasione e iniziai insieme ad un gruppetto di amici a pensare come animare e sensibilizzare la parrocchia in questo campo riallacciare contatti con i missionari di Seregno sparsi nel mondo, animazione in oratorio, nelle scuole, interessarsi al Commercio equo e solidale.

Passava il tempo e continuavo a sentire forte la necessità di vivere autenticamente la proposta del Vangelo, di liberarmi dalle mie piccole e grandi paure e vanità, e dall'autosufficienza, per gustare l'essenziale.

Mi sono detta: "Anna, questo è l'inizio del filo che cerchi: afferralo e fatti guidare!". Così mi sono decisa, mi sono arresa scegliendo di consacrarmi, investendo tutta la vita nell'amare Cristo e in Lui, indistintamente, tutti gli uomini.

Nelle orecchie sento ancora la voce costante che dice: "Glorificate il Signore con la vostra vita". Più che una voce è una dolce musica che segna il tempo delle mie giornate, che mi invita a guardare in Alto, che mi fa camminare in pace.

Anna Vergani, Parma


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