Se l’abito non fa il papa
Caro direttore, disturbo per una cosa di non rilevante importanza teologica e missionaria, ma formale. In prima pagina del mensile appare la foto di p. Gabriele Ferrari, che ostenta una cravatta. Non mi piace quell'abito. Capisco i missionari vestiti alla meglio, dove la tonaca sarebbe di disagio notevole... Ma che motivo c'è per posare con la cravatta? Si sente figo?
Certo l'abito non fa il monaco, ma a mio parere una certa uniforme va rispettata quando si fanno delle scelte. Niente per fortuna è obbligatorio nella scelta degli abiti, tranne la decenza. Forse p. Ferrari scrive cose interessantissime, ma confesso che quando vedo la foto, giro pagina e passo ad altro. Mi scuso per lo sfogo. Con i migliori auguri per le vostre meritevoli opere,
Raniero Massi, Roma - via E-mail.
Caro direttore,
papa Francesco mi entusiasma tantissimo: cerco di seguire le sue mosse; le sue parole semplici e profonde mi fanno meditare. Ma so che non tutti sono entusiasti. Molti vescovi e preti tacciono, ma anche tra i laici si sentono parole di dissenso.
Una signora amica mi ha detto che... "Questo papa è troppo sciattone, trasandato! Che senso ha per un papa andare in giro in quel modo, con le scarpe consumate? Un papa deve avere sempre la dignità del capo della chiesa cattolica...". Sono rimasta: il suo sguardo e il suo volto per me valgono più delle sue scarpe. Ma mi sono resa conto che la pensiamo in modo diverso. E forse va bene così. Con affetto,
Luciana, Novara - via E-mail.
Cari amici,
pensare in modo diverso va sempre bene: fa parte della nostra libertà e della nostra personalità. Non siamo fatti in serie, con lo stampo. Il bello sta proprio nell'incontro tra persone diverse che riescono ad ascoltarsi, apprezzarsi, confrontarsi e vivere insieme, "amici come prima" e con un pizzico di ilarità, che non fa mai male.
Le due persone oggetto di attenzione nelle due lettere sono molto diverse, soprattutto nel ruolo che svolgono. Il missionario p. Gabriele non si lascia facilmente fotografare; con fatica ho avuto la sua foto quando è venuto a Brescia a parlare a un convegno. Mi sembra "decente", anche con la cravatta (che io non riesco a indossare: mi toglie il fiato!). Il sig. Raniero sarà felice di vedere la nuova foto in nero-blu. Spero che questa volta legga con gusto e simpatia quanto p. Ferrari scrive per i nostri lettori, senza voltar pagina: ne vale la pena, con o senza cravatta.
Papa Francesco viene "dalla fine del mondo". Non è stravagante né trasandato. Ma vede il mondo con occhi diversi: gli occhi di chi è cresciuto e vissuto nel "sud del mondo", in mezzo alla gente. Gli piace entrare nelle case dei poveri, "chiedere un bicchier d'acqua, prendere un cafezinho", baciare i bambini, abbracciare i giovani, incoraggiare i vecchi...
Che senso avrebbe andare a visitare i poveri con scarpe e abiti firmati, in auto di lusso? D'altronde, è chiaro che non si può "vestire sciatto" negli slum e "vestire da papa" in Vaticano. Sarebbe uno sdoppiarsi. Papa Francesco preferisce essere se stesso, dovunque, con le sue scarpe comode e il volto accogliente. Lasciamoci accogliere!
p. Marcello, sx.








