Scegliere di crederci ancora…
È stato bello ritrovare i redattori delle comunità saveriane d’Italia a Brescia per parlare del nostro giornale (vedi notizia a pagina 3). Sei anni dall’ultimo appuntamento a San Pietro in Vincoli sono sembrati davvero un’eternità. In mezzo è cambiato il mondo, sconvolto prima da una pandemia inaspettata e dolorosa, e poi da nuove guerre arrivate a lambire le sicure porte dell’Europa. Per non parlare della situazione internazionale sempre più complicata tra poca politica, voglia di imporsi una sola idea, chiusura a riccio a protezione del proprio orticello. Tutto il contrario di quel 27 novembre quando volti nuovi e veterani si sono confrontati con trasparenza e schiettezza sullo strumento che ora avete tra le mani. Non c’era qualcosa di giusto o di sbagliato, ma solo il desiderio di parlarsi, di mettere sul tavolo idee, proposte, strade nuove, considerarne la fattibilità in un momento storico poco brillante per l’editoria, la carta stampata e la loro credibilità. Noi abbiamo scelto di crederci ancora, senza costosi battage pubblicitari, affidandoci a voi e al vostro passaparola, chiedendo uno sforzo ai Saveriani che sul territorio talvolta sembrano i primi ad essere impigriti nel loro ruolo di promozione, tanto da fornire l’impressione che il Giornale non sia uno strumento in cui riconoscersi, di cui assaporare la ricchezza della storia coniugata al tempo presente e proiettata nel futuro. Possono cambiare gli strumenti, può essere utile sbarcare con un click sul telefono di chiunque, è auspicabile adeguarsi alla velocità di un tempo sempre più veloce, ma restano saldi valori, intendimenti, obiettivi. Saremo sempre pronti a raccontare le ingiustizie sociali, a raccogliere il grido di chi si ribella, a fare da megafono alle iniziative di chi nel piccolo e nel grande prova a percorrere una via nuova per un Bene più grande. Era necessario guardarsi negli occhi, ringraziarsi per esserci, sostenersi e fidarsi reciprocamente. E soprattutto provare a fare sempre meglio, non per rincorrere un like in più, un follower che la pensa come noi, un lettore amico, ma per non tradire la missio che ci è stata affidata. Raccontare il lavoro dei Saveriani nel mondo vuol dire provare a camminare accanto a loro, tra difficoltà e progressi, delusioni e piccoli miracoli. Non è possibile riuscirci fisicamente, è doveroso metterlo in parole ed immagini. Il grazie più sentito, infine, va a tutte e tutti voi che rendete possibile ogni mese questa nostra missione quotidiana. Continuate a sostenerci!








