Sapere a cosa tendere e a cosa tenere
I chiostri pieni di voci festose dei bambini e dei ragazzi, che nella casa saveriana di Brescia trascorrono una pausa durante la loro gita scolastica, sono il manifesto della speranza, del futuro, della vita pronta a bruciare le tappe. Nei loro sguardi c’è ancora un entusiasmo fanciullesco che non è ingenuità, anzi… Si tratta di gioia piena per condividere e vivere insieme un momento speciale. Che privilegio offrire ai nostri figli e nipoti gli strumenti per vivere esperienze formative, per diventare migliori di noi! La sola possibilità è data per scontata, acquisita come un diritto fondamentale almeno in questa parte di mondo. Stride che nel 2024, in tanti altri territori non così lontani, la fanciullezza sia contrastata dalle bombe, dai rifugi sotto terra, dai detriti, dalle fughe. Per alcuni mare e montagna non è la scelta delle prossime vacanze, ma luoghi meno ameni da superare per sperare in una vita migliore, con il rischio di perdere quella che si ha. Passano sopra le teste gli accordi internazionali, i piani Mattei, le sinergie tra Stati. Ogni volta la solita storia: sembra tutto perfetto, ideale, il punto di partenza per una nuova stagione. Ma poi… La realtà spesso sfugge ad ogni accordo.
Mi ha colpito un fatto accaduto recentemente. Una banda di malviventi è stata catturata dopo un paio di rapine presso due diverse gioiellerie, una delle quali in centro storico e in pieno giorno. La fuga è avvenuta attraverso un monopattino elettrico. L’aspetto più sorprendente è stata la motivazione dei furti. Assicurarsi un buon bottino per ripianare debiti incompatibili con un alto standard di vita. Ovvero, si vuole sempre di più perché bisogna fare la bella vita… L’immagine, l’apparire, il dimostrare di essere all’altezza stanno prendendo il sopravvento. E quello che oggi è visibilità, successo, traguardo raggiunto, in un attimo domani può rivelarsi fallimento. Con quali conseguenze?
Le differenze sono sempre più evidenti, spezzare certi schemi della società è complesso e complicato, ma talvolta doveroso. Perché tra il concetto di bella vita e quello che la vita è bella c’è molto di più di una semplice inversione di senso. E noi tutti educatori a cosa tendiamo? A cosa teniamo di più?








