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Rotta balcanica o europea? Il Segretariato attività ecumeniche (Sae), associazione interconfessionale di laiche e laici per l'ecumenismo e il dialogo, richiama l’Europa e i cristiani alle sue responsabilità di fronte alla drammatica situazione dei migranti intrappolati nel gelo sulla “rotta balcanica”. Molti, giustamente, denunciano quella che Johann Sattler, ambasciatore Ue e rappresentante speciale in Bosnia ed Erzegovina, ha definito come una “crisi umanitaria artificiale”. La situazione è ormai nota, però non muta. Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni disumane. In futuro ci sarà posta una domanda: ma voi cosa facevate? I “corridoi umanitari” sono un esempio concreto di una collaborazione che va allargata e potenziata.

Accordo fallimentare. Oltre 785 milioni spesi dall’Italia per sostenere un accordo che, senza fermare le morti in mare, ha portato al respingimento in Libia di 50mila persone, di cui 12mila solo nel 2020. Nell’anniversario della firma del Memorandum (Italia-Libia), diverse associazioni, tra cui Medici senza frontiere, chiedono un’immediata revoca degli accordi e il ripristino delle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Il bilancio sul contenimento dei flussi migratori riflette il fallimento della politica italiana ed europea, che continua a stanziare fondi pubblici col solo obiettivo di bloccare gli arrivi, a scapito della tutela dei diritti umani e delle continue morti in mare. Senza disegnare nessuna soluzione di medio-lungo periodo per costruire canali sicuri di accesso regolare verso l’Italia e l’Europa.

p.6 purificazione del coltan sbricciolatoMinerali dei conflitti. Dal 1° gennaio 2021 è operativo il regolamento dell’Unione europea che rende possibile la tracciabilità di quattro minerali provenienti da zone di conflitto: stagno, tantalio, tungsteno e oro. È possibile, quindi, ricostruire la filiera che dalle miniere porta a ciascuno di noi (consumatori finali europei di telefonini, automobili, gioielli), chiamando le imprese a contribuire ad arginare una produzione e un commercio che si fondano sul lavoro schiavo e che spesso alimentano conflitti e instabilità (per esempio nell’area dei Grandi Laghi e in particolare in Congo RD). L’Ue valuta che il regolamento chiamerà in causa tra le 600 e le 1000 imprese di importazione e, indirettamente, 500 fonderie e raffinerie. Le imprese hanno l’obbligo di accertarsi con cura e continuità della provenienza dei minerali che acquistano. Tocca a ciascun stato membro dell’Ue verificare che il regolamento sia rispettato.

Vaccini per tutti! Al Forum economico mondiale di Davos, svoltosi a gennaio, il presidente Sudafricano, al termine del suo mandato come presidente dell’Unione Africana, ha denunciato il “nazionalismo vaccinale”. Alcuni paesi hanno acquistato vaccini fino a quattro volte oltre il loro fabbisogno. Questo appello fa eco alle numerose allerte fatte all’Oms che aveva chiesto una più grande condivisione. L’Africa avrà bisogno di 1,5 miliardi di vaccini per immunizzare almeno il 60% dei suoi 1,3 miliardi di abitanti.
Intanto, in Mozambico, Beira, seconda città del paese, è stata colpita dal ciclone Eloïse causando forti danni e lasciando 250mila abitanti senza tetto. Il paese era già stato colpito nel 2019 da altri due cicloni Idai e Kennet.

Sguardo ad Est. Il colpo di stato organizzato dall’esercito il 1° febbraio in Myanmar arriva dopo 10 anni di delicato equilibrio tra il governo civile guidato da Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, e i militari, che conservavano il 25% di seggi al parlamento e posti di governo. Il pretesto evocato dai militari è la scoperta di brogli elettorali nelle legislative di novembre 2020. Allora, il partito di San Suu Kyi aveva vinto con l’83% dei suffragi. Il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, ha chiesto la liberazione di tutti i fermati e il ritorno al dialogo. Con il ritorno al potere dei militari tutte le minoranze temono di essere discriminate.
In India, continuano ormai da più di tre mesi le proteste dei contadini. I manifestanti stimano che le riforme intraprese dalle autorità permetteranno ai grandi conglomerati indiani di controllare l’industria agroalimentare, facendo così saltare la regolamentazione che garantisce un prezzo minimo dei prodotti agricoli. Il governo ha reagito con la repressione. Il settore agricolo assicura la sussistenza al 70% degli abitanti del paese.

L’iniziativa: Giornata della Fraternità Umana

p.6 Giornata Internazionale della Fratellanza UmanaIl 4 febbraio 2021 si è celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale della Fraternità Umana. L’evento è stato promosso dalle Nazioni Unite proprio nel giorno della firma congiunta di Papa Francesco con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib al Documento sulla Fraternità Umana del 2019. Per l’occasione è stato creato un sito web: pcinterreligious.org/human-fraternity-day. Nell’occasione è stato assegnato il Premio Zayed per la fratellanza umana che è andato a Latifa Ibn Ziaten (fondatrice dell’Associazione “Imad per la gioventù e la pace”) e Antonio Guterres (segretario generale dell’Onu).
Il cardinale Miguel Angel Ayuso, presidente del pontificio dicastero per il Dialogo interreligioso ha sottolineato l’importanza di coltivare il desiderio di lavorare a una cultura della pace in favore della fraternità e della solidarietà.

La voce dei missionari: Colombia, una vera e propria guerra

p.6 Feruglio dimostrazioneIn Colombia, purtroppo, si vive ancora in un clima di violenza e, in particolare, quella ad opera delle bande e dei gruppi armati, continua a crescere ancora di più. Mons. Rubén Darío Jaramillo, vescovo della diocesi di Buenaventura, chiede l'intervento delle autorità perché, secondo le sue parole, "ciò che si vive nella zona non è solo violenza, ma è proprio una vera guerra, con mitragliatrici e granate per contendersi il territorio".
Il vescovo ha spiegato che "i diversi gruppi criminali vogliono impadronirsi di settori strategici dove far transitare la droga, e l'intera comunità è colpita dai proiettili, dalla paura. In questo clima l'economia ne risente, alcuni prodotti di base non arrivano al porto e altri vengono bloccati dai criminali per imporre una tassa su tutti i prodotti”. Ci sarebbero circa 500mila persone intrappolate nei luoghi di combattimento.
Il saveriano fratel Alessandro Feruglio, missionario a Buenaventura, aggiunge: “La situazione è precipitata in poco meno di due mesi. La città ha da sempre il problema del traffico della cocaina e della disoccupazione giovanile. Ciò porta alla formazione di bande giovanili che si contendono il territorio per la vendita della droga. Le violenze maggiori si sono scatenate nella Comunità 7, non lontana da dove siamo noi saveriani. Per fortuna, il vescovo ha denunciato tutto pubblicamente, perché non si allarghi nuovamente la spirale delle vendette trasversali che comporta l’abbandono forzato delle proprie case. La crisi socio-economica, acuita dal Covid-19, sta facendo da detonatore per la violenza.
Il 10 febbraio, a Buenaventura, si è svolta una "Grande catena umana per la pace”. I cittadini hanno espresso solidarietà morale, unità e alleanza pacifica per isolare i “tiranni visibili e nascosti...”.

Una storia speciale: Adjany Costa, stella dell’Angola

p.6 Adjany da Silva Freitas Costa 02Donna, giovane, esperta, competente. Sono le caratteristiche di Adjany Costa, ministro dell’Ambiente, del Turismo e della Cultura in Angola. Biologa, 29 anni, è un segnale di cambiamento voluto dal presidente angolano, João Lourenço. Il suo curriculum può mettere a tacere ogni tipo di perplessità. L’impegno per l’ambiente fa di lei la persona giusta per affrontare una sfida importante e determinante per l’Angola. Il cambiamento, infatti, non passa soltanto attraverso le persone, ma dalle idee che vengono messe in campo, incominciando a percorrere vie nuove per un rilancio di un’economia che, oggi, ha il fiato corto. Un’economia, ancorata al petrolio e alle materie prime, con il 40% delle persone che vive sotto la soglia di povertà. Adjany Costa, vincitrice del premio Young Champions of the Earth nel 2019, è stata direttrice del progetto per il National Geographic Okavango-zambese. Il bacino del fiume Okavango fa parte della più grande zona umida d’acqua dolce dell’Africa meridionale. Più di un milione di persone dipende da questo bacino che si estende tra Angola, Namibia e Botswana. Le priorità della giovane ministra sono l’elaborazione di politiche appropriate per la conservazione degli ecosistemi, l’adozione di tecnologie pulite e ridurre gli impatti negativi dello sfruttamento delle risorse naturali, migliorandone la gestione. Ma anche coniugare conservazione ambientale e turismo che, in Angola, ha un enorme potenziale.



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