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Santo in attesa di… giudizio: Preghiere dei pellegrini a p. Uccelli

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Alla chiesetta di S. Pietro d'Alcantara, nel parco dei saveriani di Vicenza, dove riposa la salma di p. Pietro Uccelli, continuano le visite dei pellegrini di ogni età per ottenere grazia o trovare conforto. La figura di p. Uccelli, come si sa, è molto popolare a Vicenza e non solo.

La gente ha già deciso che è "santo", aspettando il giudizio ufficiale della chiesa che ha preso in esame la documentazione. La diocesi di Vicenza ha inviato a Roma le testimonianze raccolte, di coloro che lo hanno conosciuto da vicino.

Un quaderno di vita vera

Nel frattempo la gente continua a venire in pellegrinaggio alla sua tomba, accendere lumini o portare fiori davanti alla tomba del "padre Uceli", come dicono qui. Spesso scrivono su un grosso quaderno un messaggio o una preghiera.

Ne riportiamo alcuni: dimostrano la fiducia che la gente ha posto in questo santo missionario. A lui presentano tutti i loro problemi personali.

«Caro padre, lassù conosci e vedi tutto. Ti prego, non abbandonarci; fa' che le persone rientrino in se stesse e riprendano la buona strada, dando importanza ai valori umani».

«Caro p. Uccelli, grazie per avermi protetta da quando sono nata. Ho conosciuto il mio ragazzo a diciotto anni. Siamo insieme proprio dal giorno in cui tu sei salito in cielo. Ora ti ringrazio; proteggi la nostra famiglia e fa' che viviamo tutti in grazia di Dio».

Grazie, protezioni e benedizioni

Si ricorre a p. Uccelli per trovare l'anima gemella o per chiedergli che il parto vada bene. «Caro p. Uccelli, veglia su di me, proteggimi, fa' che possa trovare la persona giusta. Ti ringrazio». «Eccoci, come sempre qui da te, anche questa volta alla vigilia del parto. Ci affidiamo a te, in particolare per il nostro Giacomo che, promettiamo, ti porteremo appena ci sarà possibile. Proteggici nella gioia!».

Padre Uccelli è un esempio di umanità e generosità; per questo lo si ringrazia chiedendo a lui la forza di imitarlo nella sua bontà. «Caro p. Uccelli, presso questo rifugio hai dato accoglienza e salvato molte persone in tempo di guerra. Ti prego di aiutarmi a comprendere come fare ad accogliere e aiutare i bimbi e i ragazzi in difficoltà».

Si ringrazia p. Uccelli per le grazie ricevute e se ne chiedono di nuove, soprattutto riguardanti la salute. «Attraverso la tua intercessione, mia mamma ha ricevuto la grazia della guarigione e, dopo più di 50 anni, ancora possiamo godere della sua presenza. Grazie p. Uccelli con tutto il cuore. Ora ti chiedo un piccolo, ma grandissimo dono: vedere i miei figli! Grazie, grazie, grazie».

"San Giuseppe, pensaci tu!"

Tutti sanno che padre Uccelli era molto devoto di san Giuseppe e a lui attribuiva tutte le grazie che otteneva con le sue preghiere: guarigioni, conversioni, provvidenza per la sua numerosa comunità in tempo di guerra. All'entrata dell'istituto saveriano c'era una piccola statuetta di san Giuseppe, davanti alla quale p. Uccelli poneva le cose di cui aveva necessità e la Provvidenza arrivava spesso... in giornata.

Ora questa statuetta si trova proprio sopra la tomba di p. Uccelli, con la scritta: "San Giuseppe, pensaci tu".  Era la preghiera quotidiana di p. Uccelli. Ora la gente che viene a venerare la sua tomba non può dimenticare di pregare anche san Giuseppe e di mandare preghiere e messaggi rivolti, spesso, a tutti e due insieme:

 «A p. Uccelli e a san Giuseppe. Vegliate sulla mia bambina, aiutate mia nipote a diventare mamma e datemi la forza di continuare nel mio cammino».

«Sono disperata; cari p. Uccelli e san Giuseppe, statemi vicino, pregate anche voi Gesù, che mi aiuti nella mia malattia. Date un po' di fede a mio marito e a mia figlia. Proteggi i miei cari nipoti. Grazie. Statemi vicino».

«A p. Uccelli e a san Giuseppe: vegliate su di me e aiutatemi a essere come mi volete e a pregarvi sempre; vegliate su tutti i miei cari che sono già in cielo con voi. Grazie».

Queste belle preghiere esprimono molto bene una fede integrata nella vita, che diventa atto di fede, progetto di vita, speranza e fiducia riposte in Dio e nei suoi santi.

Una preghiera che non è sempre rinchiusa nel proprio orticello, ma che fa propri anche i bisogni del mondo: la pace, l'educazione dei bambini, la lotta contro l'ingiusta sofferenza.



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