San Gaetano, il santo del sud
Domenica 23 ottobre, un sacerdote di Reggio Calabria è stato proclamato santo: san Gaetano Catanoso. Grande apostolo dell’Eucaristia e devoto del Volto Santo, era chiamato “il confessore della chiesa reggina”.
In questi giorni, quando la Calabria è sulle pagine di cronaca per altri avvenimenti, è provvidenziale che un figlio di questa regione sia proposto a modello di santità per tutti. San Gaetano ha espresso in modo eroico le migliori doti del popolo calabrese: l’umiltà, la pietà, la bontà.
Ci dimostra che la santità è sempre possibile a chi segue Gesù, amando Dio e l’umanità.
Bene aveva detto di lui l’arcivescovo Mondello, in occasione della sua beatificazione: “Uno dei nostri preti, di quelli che vivono a contatto con la gente, nell’esperienza quotidiana della vita parrocchiale, nell’impatto con il complesso mondo dei problemi, delle fatiche e dei disagi di ogni giorno; un prete di questa terra che è il sud del Sud”.
Padre Domenico Calarco, missionario saveriano di Bagnara Calabra, ha conosciuto personalmente il santo sacerdote, ricevendo il beneficio della sua santità. Intervistato da Nico Gaglioti, lo ricorda così.
“Padre Catanoso è stato mio direttore spirituale all’inizio della mia vita nel seminario di Reggio Calabria. In seminario c’era l’obbligo di accostarsi al sacramento della penitenza almeno una volta la settimana. Di lui ricordo molti aspetti, ma soprattutto il suo sorriso. Ricordo pure i suoi occhi, che si spalancavano e ci guardavano quasi "incuriositi", quando ci accostavamo al sacramento della riconciliazione. Era una “curiosità” che ci faceva sentire a nostro agio”.








