San Cristo: arte, cultura e accoglienza
La storia non è solamente conoscere il passato e comprendere il presente per muoversi nell’oggi e diventare cittadini consapevoli. È anche la scoperta di andare oltre la superficialità delle conoscenze superficiali generali. La chiesa di San Cristo ne è un esempio.
Di stile gotico, è stata edificata a partire dal 1467 dal Movimento laico dei Gesuati, sorto nel 1367 a Siena. Essi predicavano la pace, la povertà, l’umiltà, gridando il nome salvatore di Gesù. Sull’esempio di San Francesco, non diventavano sacerdoti, ma rimanevano laici, dedicandosi alla preghiera e alla cura dei malati. Pare sia la prima chiesa al mondo esclusivamente dedicata all’Eucaristia. Affrescata nel 1490, consacrata nel 1501, a partire dal 1565 fra' Benedetto da Marone, pittore gesuata, si fa promotore della trasformazione della chiesa che è conosciuta come la Cappella Sistina di Brescia. Soppressi i Gesuati per decreto papale del 1668, Chiesa e convento vennero affidati fino al 1810 ai Frati Minori riformati, poi divennero proprietà demaniale. Nel 1821 il Governo austriaco concedeva chiesa e convento al vescovo di Brescia per una parte del seminario diocesano. Nel 1870 mons. Capretti trasferiva a S. Cristo il Seminario dei Chierici poveri da lui fondato. Nel 1875 S. Cristo divenne Seminario Minore diocesano. Il giovane Giovanni Battista Montini (San Paolo VI) ha conosciuto questo ambiente. Nel 1957, il convento passò ai missionari Saveriani di Parma, che lo adibirono a Casa di Formazione per gli aspiranti missionari. Attualmente, i saveriani svolgono qui le loro attività editoriali (con le riviste “Missionari Saveriani” e “Missione Oggi”), di cultura ed animazione missionaria.
La chiesa di San Cristo, da ormai molti mesi, in occasione di Bresca-Bergamo capitale della cultura 2023, grazie al Touring Club, vede la presenza di numerosi turisti e visitatori. Sono oltre 1.500 solo nei fine settimana. E gli ambienti limitrofi (sale della portineria, sale del chiostro con una meridiana catottrica di metà settecento, sala ombrello e sala Romanino con l’affresco strappato raffigurante la preziosa ultima cena), oltre che per iniziative interne, sono messi a disposizioni per incontri, convegni, congressi.
In particolare, scuole di ogni ordine e grado trovano qui un luogo dove unire cultura e possibilità di una pausa per consumare il pranzo al sacco. A fine anno scolastico erano 4.500 gli studenti passati da S. Cristo. Per informazioni, scrivete ad accoglienzabrescia@saveriani.it o a brescia@saveriani.it









