Salamanca: Novizi saveriani in Messico
In Messico, noi saveriani abbiamo il periodo formativo del noviziato in due anni. Nella stessa comunità di Salamanca, oltre ai novizi, vivono anche gli aspiranti che si preparano a conoscere lo stile della vita saveriana. È una tappa formativa che si effettua prima di compiere gli studi di filosofia; quindi si tratta generalmente di persone molto giovani.
Conoscere, provare, maturare
Quest'anno abbiamo con noi otto aspiranti: due vengono dai seminari e tre direttamente dalla famiglia; gli altri tre provengono dalla Colombia, dove i saveriani non hanno ancora il noviziato; vengono perciò in Messico dove si parla la stessa lingua spagnola. I novizi sono cinque: quattro provengono dai seminari e uno dalla famiglia. Da notare che i saveriani in Messico dirigono anche due seminari minori ad Arandas e a San Juan del Rio, dove studiano circa 80 ragazzi delle medie e superiori.
I giovani chiedono di diventare missionari dopo aver conosciuto i saveriani che vivono e lavorano nelle varie comunità, scuole e parrocchie. Si sentono chiamati da Dio; sono bene impressionati dallo stile di vita fraterna dei saveriani; sentono il fascino della missione tra i non cristiani. Ovviamente, queste motivazioni all'inizio non sono così chiare e definite; poco a poco, diventano più profonde e spingono i giovani a unirsi ai saveriani nella loro scelta missionaria.
Con gli aspiranti cerchiamo di raggiungere l'obiettivo di una maggiore maturità umana e spirituale. Per i novizi, invece, si tratta di conoscere e di sperimentare il carisma saveriano. In comunità, aspiranti e novizi si preparano a consacrare la propria vita a Dio con la prima professione dei voti religiosi, per l'annuncio del vangelo ai non cristiani fuori dalla propria nazione e cultura di origine.
Una vita semplice e ordinata
Durante questi due anni di formazione la vita è semplice, ordinata e orientata a raggiungere gli obiettivi proposti. Forse vi interesserà conoscere come passiamo la nostra giornata. Ve la descrivo in poche parole. Le attività quotidiane iniziano con l'alzata alle sei del mattino.
Dopo le pulizie personali, facciamo la preghiera comunitaria e personale, la colazione e la pulizia della casa. Seguono quattro ore di lezioni sulla formazione religiosa, sulla storia della congregazione saveriana, sulla sacra Scrittura e sulla liturgia, e anche per imparare un po' di lingua italiana e inglese.
Poi ci dedichiamo al lavoro manuale: l'orto da coltivare e il giardino da curare; le api e la stalla da custodire; i lavori di falegnameria e la riparazione delle biciclette (il nostro comune mezzo di trasporto); la manutenzione della casa e la cura della sacrestia...
Nel pomeriggio, a volte, c'è qualche attività sportiva, di cui i giovani hanno desiderio e bisogno; due ore di studio, la lettura di qualche testo "spirituale", la recita del rosario e la celebrazione dell'Eucaristia. Dopo cena facciamo un po' di ricreazione comunitaria, conversazione libera o anche "correzione fraterna", in cui ci aiutiamo a migliorare i nostri comportamenti e correggere i nostri difetti. La giornata si chiude con la preghiera di Compieta.
Quando usciamo di casa...
Il giovedì è organizzato in modo diverso. A turno, il primo giovedì del mese lo dedichiamo al ritiro spirituale tutto il giorno; il secondo, facciamo mezza giornata di adorazione eucaristica; il terzo giovedì lavoriamo tutta la giornata nelle varie attività descritte sopra; il quarto è dedicato allo sport comunitario oppure approfittiamo per fare una gita comunitaria.
Il sabato dopo pranzo, fino alle nove di sera, ci dedichiamo all'apostolato in alcuni quartieri periferici della città di Salamanca e in alcune comunità rurali dove i sacerdoti diocesani non riescono ad andare. Attualmente svolgiamo il lavoro pastorale con i bambini del catechismo, con gli adolescenti e soprattutto con i giovani per formare gruppi missionari giovanili. Il lavoro con i giovani costituisce per noi una grande sfida, ma sta portando buoni risultati.
Le domeniche pemeriggio visitiamo le famiglie povere della periferia, portiamo la comunione ai malati ricoverati negli ospedali e visitiamo gli anziani che vivono nel ricovero gestito dalla diocesi. Collaboriamo regolarmente con il sacerdote responsabile della promozione vocazionale, partecipando attivamente alle attività di animazione missionaria nelle scuole e nelle parrocchie. Organizziamo in comunità anche alcuni incontri vocazionali, specialmente nei periodi di Natale e Pasqua e in primavera.
Cosa chiediamo ai giovani novizi?
Verso la fine dell'anno di noviziato trascorriamo un mese intero nelle comunità indigene delle parrocchie di Santa Cruz e di Acoyotla, dove lavorano i missionari saveriani, per conoscere meglio la cultura e la situazione di queste antiche popolazioni messicane.
Le nostre attività e i ritmi comunitari sottolineano l'importanza della nostra spiritualità centrata su Cristo Gesù, della formazione umana, della vita comunitaria, della consacrazione religiosa orientata alla missione. La risposta dei giovani postulanti e novizi è abbastanza positiva e incoraggiante, tenendo conto del sacrificio che la vita missionaria comporta.
Chiediamo ai giovani di ridimensionare i rapporti con la propria famiglia, di mettere da parte i progetti personali, di superare i limiti della formazione umana, di imparare a vivere in comunità, e soprattutto di instaurare una forte amicizia con Cristo. Coloro che hanno una personalità abbastanza buona e un'esperienza forte di Dio, questi rispondono con generosità.








