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Padre Nicola Macina è quasi pronto per tornare in missione. Saluta gli amici e le delegate della Sardegna con questa bella riflessione.

Una frase mi aveva colpito ed emozionato: "Scusa, hai visto Gesù?". Era il tema di un campo scuola per giovani e ragazzi. Avevano rubato Gesù, il suo corpo crocifisso. Insieme a tutto il gruppo dei partecipanti, l'avevamo cercato tutto il giorno, leggendo il vangelo, studiando il catechismo, inventando modi per attualizzare le parabole di Gesù. L'avevamo cercato fino a tarda notte, con grande desiderio e un po' di ansia. Alla fine, eravamo esausti ma contenti per averlo ritrovato, tutto intero...

Il Crocifisso dell'Indonesia

Per 27 anni, nella mia vita missionaria in Indonesia, il Cristo aveva assunto le sembianze indonesiane di tanti fratelli e sorelle. Pian piano mi aveva contagiato nel modo di camminare sotto il sole equatoriale, di salire e scendere con lui fra le colline e i fiumi, nella foresta e nelle grandi città, e a mare aperto. Mi aveva contagiato nell'usare le mie mani e braccia, aperte verso tutti. Aveva contagiato la mia mente e il mio cuore nel dialogo e nell'ascolto di tanta gente di diversa religione e cultura...

Quante difficoltà! Ma anche quanta gioia nell'incontro con loro, immersi in situazioni al limite della realtà umana. A sorreggermi è stato sempre lui, il Maestro che sa comunicare e parla con chiarezza. Sentivo riecheggiare la sua parola: "Tutto quello che hai fatto e detto a uno di questi piccoli, lo hai fatto e detto a me; non temere, io sarò con te tutti i giorni; Dio ama chi dona con gioia...". Queste sono state le perle preziose di saggezza quotidiana nel mondo indonesiano.

Cercavo una risposta forte

In questi anni trascorsi in Sardegna, spesso ho dovuto fare quella stessa domanda: "Scusa, hai visto Gesù?". L'ho fatta a tante persone, in ambienti dove si dovrebbe vivere la fede cristiana. La nostra società moderna sembra imporre ritmi molto serrati e stili di vita conformisti. Così si congelano le manifestazioni di cuori frementi, si rallenta la tensione verso il bene degli altri, si spegne il desiderio di vivere con gratuità.

Avevo bisogno di una risposta forte, che ringiovanisse il mio essere e il mio agire. Allora mi sono tornate in mente le parole del vangelo di Luca, che avevo scritto sull'immagine-ricordo della mia ordinazione sacerdotale, nel lontano 1967: "Lo Spirito del Signore è su di me; per questo mi ha consacrato e mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio, a rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore" (Lc 4.18-19).

Ora sono pronto per tornare in Indonesia, portando con me il Signore Crocifisso, Maestro d'amore e di consolazione.

Mentre ringrazio tutte e tutti di questa bella isola della Sardegna, vi chiedo di accompagnarmi verso le grandi isole dell'Indonesia con la vostra preghiera.



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