Ricostruire: Un ritorno felice per tutti
Padre Lucini, deceduto lo scorso dicembre, era uno dei saveriani che ha dovuto lasciare la Sierra Leone a causa dei tristi eventi della guerra civile. Tornato nella missione nell'ottobre del 2001, scrive una lunga lettera, di cui pubblichiamo una parte che rivela lo stato d'animo del missionario.
Sono arrivato sano e salvo. All'aeroporto mi ha accolto il nostro superiore e mi sono sentito "a casa" quando sono giunto nella sede saveriana di Freetown.
Nel giro di poche ore avevo già una piccola processione di gente che è venuta a salutarmi, nonostante la mia lunga assenza. Così pian piano sono stato messo al corrente delle sofferenze e anche delle gioie di tanta mia gente. Quello che più mi ha fatto piacere è sentire da loro solo parole di benvenuto.
Posso dire che la mia gente è rimasta ancora semplice, come lo era quando viveva nei villaggi e questo mi incoraggia a cercare, per il prossimo futuro, qualcosa che li faccia sentire veramente importanti come cristiani e come lievito di cambiamenti e di conversione in questa nazione ancora immersa nella fitta nebbia di una lunga guerriglia non risolta.
Ho visto i piccoli come sono cresciuti, quelli delle elementari passati alle superiori, quelli delle superiori che mi parlano di liceo e università! E nonostante tutto questo, non mi sono sentito per nulla invecchiato, anzi più giovane e felice di essere ritornato a dare una mano. C'è certamente tanto da fare e mi è necessario fare la scelta migliore nelle priorità.
Devo prendere tempo e guardarmi attorno, per prendere conoscenza di tanti cambiamenti avvenuti in questi ultimi tempi. Quando mi sentirò sicuro delle scelte e avrò un piano di lavoro, allora e solo allora, potrò mettermi al lavoro con più serenità.
Speriamo che il nostro ritorno nelle missioni di Makeni, nelle nostre zone di apostolato, dia a tanti la voglia di tornare alle vecchie case, ai vecchi campi, ai vecchi mestieri.








