Mi chiamo Silvia e ringrazio questo giornale per avermi dato la possibilità di pubblicare la mia lettera e poter così parlare di una persona molto speciale che purtroppo non è più con noi: mio zio p. Pietro Marchesi.
In questo mese di giugno ricorre il 15 ° anniversario della sua morte. Quindici anni passati a chiedermi come sarebbe stata la mia vita se lui fosse ancora qui, come sarebbe stato parlare con lui da adulti.
Quindici anni passati a porsi tante domande, che sì hanno trovato risposta in fondo al cuore, ma si sa, a volte le parole non bastano e si ha bisogno dei fatti. Fatti che in verità ci sono, perché purtroppo lui ora non c'è più. Ma, quello che ha fatto non è stato buttato via, tutti i suoi insegnamenti hanno dato frutto, tutto il bene e l'amore che ha donato sono stati donati ad altri.
Sicuramente tante altre persone più di me, avranno ricordi da raccontare, persone che lo hanno conosciuto e inevitabilmente amato, persone che hanno riso alle sue battute e pregato in silenzio con lui, persone che hanno sofferto per lui, ma allo stesso tempo ne hanno invidiato la forza e il coraggio.
Io nel mio piccolo voglio lo stesso dire: "Grazie, zio Pietro", per esserci stato, anche se per poco, nemmeno una vita assieme sarebbe bastata. Caro zio Pietro non ti dimenticheremo mai e ti ameremo per sempre, sei stato per tutti un dono di amore, di fede e di forza, un esempio di vita".
Silvia Murgia