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È sempre drammatica la situazione in Sierra Leone

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Erano tornati solo da qualche settimana i Saveriani in Sierra Leone. Ma l'improvviso peggiorare della situazione li ha   costretti a rifugiarsi per l'ennesima volta in Guinea, a Conakry. Con loro si sono ritirati i Giuseppini del Murialdo, i Fatebenefratelli, un Salesiano e gruppi di suore di varie congregazioni. A Freetown la tensione è sempre alta tra la popolazione civile. I ribelli del Ruf infatti sarebbero localizzati ad una decina di chilometri a nord di "Ocera Hills" (60 chilometri a nord-ovest di Freetown).

Mons. Giorgio Biguzzi, vescovo di Makeni, ha diramato una breve nota: "Esprimo dolore per il dramma che sta vivendo il popolo sierraleonese e chiedo alle parti coinvolte nella crisi che attanaglia il Paese di ripudiare ogni forma di violenza. Mi appello a loro esprimendo il grido della gente innocente di questa terra: non più la guerra!".

Mons. Biguzzi è stato impegnato, come membro del Consiglio Interreligioso sierraleonese, nelle trattative che portarono all'intesa di Lomé dello scorso anno ma che ora è stata interrotta da una nuova ondata di violenza. È di questi giorni la notizia che 150 ex bambini-soldato, ospiti del Centro di riabilitazione della Caritas di Makeni sono stati portati via dai combattenti del Ruf.

Padre Franco Manganello, 62 anni, originario di Padova, da 25 anni in Sierra Leone ha raggiunto Panlap, in Guinea, a bordo della sua motocicletta. Ha vissuto per quasi cinque mesi con i ribelli del Ruf. Ecco la sua testimonianza. "Non vi nascondo che ho provato una grande pena a vedere quei ragazzotti; molti di loro con inciso a fuoco sulla pelle il marchio del Ruf. Credetemi, sono povere vittime di una guerra che sono costretti a combattere. Sono ragazzi portati via dalle loro famiglie e costretti a sparare. Anche perché se non sparano, sono gli altri a sparargli addosso.

Posso garantire che molti di loro vorrebbero tornarsene in famiglia e condurre una vita normale. Purtroppo i loro capi la pensano diversamente. Ogni tanto, quando ero a Madina, capitava che entrassero in chiesa. Non mi sono mai stancato di dirgli che Gesù Cristo è allergico ai mitra e ai coltellacci e che la pace è possibile solo se avranno il coraggio di disfarsi da quegli arnesi di morte".

Alla domanda se intravede una soluzione, risponde: "Ho conosciuto i ribelli da vicino e ho capito che molti di loro se toccati dalla carità, diventano amici e capaci di ammettere il male commesso. Anche questo mi fa ben sperare".



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