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Religioni in dialogo a Salerno, Incontri benefici per tutti

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Rev. Franco Grillo è pastore della chiesa evangelica battista di Campagna (SA). Fa parte del "laboratorio per il dialogo interreligioso" di Salerno. Lo ringraziamo, perché ci descrive il cammino fatto, tra fatiche e nuove convinzioni.

Da qualche anno, non senza riserve e con molta circospezione, ho cominciato a muovere i primi passi all’interno del dialogo ecumenico e più recentemente anche in quello interreligioso. La prima occasione è venuta partecipando all’iniziativa per la traduzione letterale ed ecumenica del vangelo di Matteo.

I miei primi passi

Questa realizzazione, presentata nel duomo di Salerno il 14 settembre del 2002, aveva impegnato e appassionato traduttori cattolici, evangelici e ortodossi. Superando barriere e steccati, hanno presentato un’opera di grande rigore scientifico, storico e letterario.

Sono seguiti i primi incontri ecumenici, non privi di qualche tensione, e una fugace partecipazione a un incontro interreligioso presso i missionari saveriani di Salerno. Poi, una lunga pausa, interrotta solo dall’appuntamento annuale della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Un appuntamento poco sentito e molto subìto nell’ambito delle chiese da cui provengo.

Gli incontri ecumenici

Dopo la decisione assunta dalla nostra chiesa di Campagna (SA) di entrare nell’U.C.E.B.I. (Unione cristiana evangelica battista d’Italia) ho ripreso con interesse e convinzione la partecipazione agli incontri ecumenici. Questi contano sulla partecipazione di don Angelo Barra, delegato diocesano per il dialogo ecumenico e interreligioso, i missionari saveriani, molti parroci della diocesi, i rappresentanti del SAE salernitano, le varie aggregazioni laicali diocesane, tra cui, i laici saveriani, oltre alla chiesa metodista di Salerno e la chiesa battista di Campagna.

In questo contesto, ho conosciuto e apprezzato lo slancio e la passione per il dialogo di tante persone, tra cui Pietro Ravallese, segretario del laboratorio interreligioso di Salerno e provincia.

Tante voci, ma intonate

Il laboratorio per il 2007 ha organizzato una serie di incontri di formazione, giunti ormai alla conclusione, dal titolo "religioni in dialogo". Gli incontri sono stati inaugurati il 26 febbraio scorso, con un’introduzione tenuta da don Angelo Barra, dal titolo "Le ragioni del dialogo". A questo primo appuntamento sono seguiti vari altri.

Padre Andrei Boystov della chiesa ortodossa russa (patriarcato di Mosca), ha parlato di "Dialogo e retta via della dottrina e della glorificazione: l’ortodossia"; il pastore della chiesa metodista di Salerno, Antonio Squitieri, di "Dialogo ed ecumenismo: il protestantesimo"; l’imam di Salerno Rachid Ai Madia, di "Dialogo e conoscenza: l’islam"; don Pietro Mari, parroco del Volto Santo di Salerno, di "Dialogo e universalità: il cattolicesimo".

La sfida del pluralismo

Finora la sala delle conferenze del centro di accoglienza "Casa Nazareth" della parrocchia di Gesù Redentore di Salerno, è stata gremita da un pubblico attento, che ha manifestato il proprio interesse con interventi e domande, pari all'importanza degli argomenti e alla competenza dagli oratori. Tutti i relatori, a loro volta, hanno saputo generare nei presenti un genuino desiderio di conoscere le caratteristiche religiose e spirituali delle comunità da cui essi provengono.

Personalmente ho compreso che il dialogo interreligioso, oggi entrato prepotentemente nel linguaggio moderno e che ricorre frequentemente nelle nostre conversazioni, penta reale e fecondo solo quando esprime la propria predisposizione a identificarci con gli altri. In questo senso, essere cattolici, ortodossi o protestanti non perde il suo significato, ma penta meno rilevante.

Il pluralismo religioso è una sfida del nostro tempo. Dal suo esito, forse, dipende il destino futuro dell’intera umanità.



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