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Realtà Saveriane, Testimonianze: Giappone, Il Bonsai... crescerà

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Il Bonsai ... crescerà - Evangelizzazione in Giappone: Il Fascino discreto del Bonsai

La comunità cristiana del Giappone è spesso paragonata al "bonsai": poco sviluppato in altezza, ben curato e nutrito, armonioso. Sebbene non sia una pianta da serra, il bonsai necessita di temperature moderate, di un suolo non troppo abbondante, di sostanze nutrienti, di cure assidue per tutto l'anno. Suo luogo ideale è un angolo eletto della sala da pranzo piuttosto che un giardino esposto alle intemperie.

Il cristianesimo in Giappone non conta su masse di fedeli: su una popolazione di oltre 120 milioni, i cristiani non raggiungono lo 0,1%! Chi non è abituato ai ritmi delle culture asiatiche, di fronte alle cifre si può stupire o scoraggiare. Ma i missionari in "luogo di frontiera" più che sulle cifre si alimentano alle fonti della speranza, della teologia, del "piccolo gregge" e del "voi siete il sale della terra".

L'evangelizzazione in Giappone non ha la maestosità dei cedri del Libano, ma il fascino discreto del bonsai.

Il missionario è pastore nella comunità cristiana, è presente nel mondo della scuola giapponese, dei mass-media, nel servizio ai poveri e nel dialogo interreligioso. La missione è spesso a confronto con il mondo tecnologico giapponese, con il problema sempre vivo di inculturare il Vangelo... ma "il sale sparso" e "il lievito mescolato"! Uno studio su "L'immagine del cristianesimo tra i giapponesi" rivela non solo l'alto concetto che i giapponesi hanno di Gesù Cristo, ma anche un giudizio positivo del cristianesimo: religione "positiva, ottimista, nobile, consolatrice, degna".

Come sarà l'evangelizzazione del Giappone nel 2000? Crescerà il bonsai?

Queste domande sono alla base di tutti gli incontri e convegni missionari. La missione è opera dello Spirito Santo. Tuttavia, per la complessità della società in cui si vive, delineare un itinerario "magico" di evangelizzazione, non è facile! I vescovi cattolici insistono sulla formazione di comunità cristiane - evangelizzatrici. I fratelli Protestanti sembrano impegnati nella fondazione di piccole chiese nei centri più popolari.

A me piace ricordare due temi di una conferenza del card. Carlo M. Martini, fatta a Tokyo nell'86. "Gesù andava di qua e di là, per città e villaggi, insegnando e facendo strada per Gerusalemme" (Lc. 13, 22).

La vita di Gesù è descritta da Luca come un cammino verso Gerusalemme; ma non è un cammino diritto, una strada a zig-zag, quasi non avesse un itinerario preciso. Questo modo di andare è tipico della Chiesa missionaria, che non si propone uno scopo preciso, ma gira a destra e a sinistra incontrando la gente.

Così è stato dei primi missionari: san Francesco Saverio prima è giunto in Giappone, poi vuole andare in Cina e finisce in un altro paese. E' la vita missionaria dei cristiani, l'andare di Pietro e di Filippo. San Paolo si descrive (Atti 17,23) come uno che andava di qua e di là per Atene "contemplando i loro luoghi sacri, di culto". Contemplare è guardare lasciando emergere dentro di sè domande profonde, fondamentali. L'evangelizzazione del 2000 in Giappone sarà nel seguire maggiormente questo itinerario di contemplazione? O sarà nel secondo tema della già citata conferenza: comunità cristiane come luogo di accoglienza e di illuminazione?

Un laico giapponese ha detto: "Se si capisse quanto la gente di tutte le religioni ha bisogno di consolazione personale, prima ancora che di religione!". Certo, gli uomini hanno bisogno di Dio, ma anche di accoglienza umana, di amicizia, di comprensione. Nel Sinodo dell'84, la Chiesa cattolica del Giappone si era proposta un piano pastorale dal titolo "Aprite le porte!".

Il bonsai per crescere aveva bisogno di aria e di sole; ... è cresciuto! Non si vede, ma ne siamo certi!

  • p. Roberto Sbarbossa, sx - Giappone.


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