Ragazzi, la missione è bella!
Dopo anni di vita missionaria, c’è un po’ il rischio di pensare che ormai siamo esperti. L’esperienza e la conoscenza non danno però la certezza che siamo sempre pronti per continuare la missione affidataci.
Dopo 10 anni in Thailandia e altri 4 prima in Camerun, mi rendo conto che c’è sempre più bisogno di nuovi stimoli, nuove sfide, a volte di conferme, altre di adattamenti, miglioramenti e sconvolgimenti nel modo di pensare e impostare la missione. In questo senso, il primo aiuto arriva dalla gente che ci accoglie. Accanto a questo c’è la Parola di Dio, un messaggio sempre attuale che è il nostro pane quotidiano. Un elemento che personalmente mi ha sempre aiutato è la presenza di giovani italiani, e non solo, che decidono di condividere con noi parte del loro cammino di fede. Entusiasmo, grinta, giovinezza, spensieratezza, allegria, dinamismo sono alcuni degli elementi positivi che i giovani ci comunicano stando con noi. Infatti, un po’ per l’età un po’ per le responsabilità che la missione presenta, l’entusiasmo per la missione può venir meno e la vivacità nell’affrontare gli impegni di tutti i giorni perde d’intensità. I giovani ci portano un’ondata di freschezza che ci ringiovanisce nello spirito e nel corpo. Noi li accompagniamo nell’esperienza, ma sono loro che ci caricano con l’energia tipica dei giovani che guardano con entusiasmo e positività la bellezza della missione. La presenza dei giovani ci interroga, diventa per noi occasione di verifica, di miglioramento, di crescita. I loro interrogativi, le loro curiosità, i loro punti di vista sono per noi spunto di riflessione per rendere sempre più attuale il nostro essere missionari oggi. È un’occasione per vedere la nostra missione con gli occhi dei giovani. Per loro tutto è novità ed è quella novità che può diventare motivo di crescita e occasione per ripensare il nostro operato ed il nostro essere missionari.
Giovani che incontrano giovani. Questo è un altro importante contributo che ci portano. Nelle nostre missioni, lavoriamo con i giovani, ci impegniamo per aiutarli nella loro crescita umana e spirituale. Per quanto non parlino la stessa lingua, il contributo di giovani che parlano ad altri giovani è certamente arricchente. L’esperienza di fede dei giovani cattolici diventa per quelli delle nostre missioni motivo di crescita personale e suscita interrogativi di fede.
E dopo il ritorno a casa, ci scrivono spesso per esprimere gratitudine a noi che abbiamo permesso loro di conoscere la bellezza della missione e le sfide che essi stessi sono chiamati ad affrontare. Non possiamo che dirvi: “Cari giovani, venite a trovarci, venite a percorrere un pezzo di strada con noi!”. Viva la missione!







