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Domenica 7 maggio abbiamo trascorso la Giornata missionaria al Buon Pastore di Macerata, quartiere di Collevario. A cominciare dalla Messa prefestiva, abbiamo celebrato, animato, testimoniato la missione in tutte le celebrazioni, con grande e attiva partecipazione.

La gioia e poi il dolore…

Don Gennaro, il giovane parroco, ha concelebrato ed è stato gentilissimo, presentandoci e lasciando tutto lo spazio per la dimensione missionaria, e saveriana in particolare. Era presente anche il vecchio parroco don Elio, sempre accogliente. Ho raccontato un episodio brasiliano che vi riporto.

Mi trovavo alla periferia di Curitiba, capitale del Paranà. Due sposini erano andati ad abitare a casa dei genitori di lui, in una baracca piuttosto malconcia. Vivevano di lavoretti e noi li aiutavamo con generi alimentari. Quando la sposina è rimasta incinta, abbiamo festeggiato la notizia. Dato che si trattava di due gemellini, è stata doppia festa, con l'adombrarsi di poteri taumaturgici della futura mamma. Sono iniziati i preparativi da parte dei giovani amici per trovare i passeggini, i lettini…

Quando la mammina ha cominciato ad avere le doglie, l'abbiamo portata all'ospedale, dove non è stata trattata bene. Posta in un corridoio con una sola tendina e semi-abbandonata, gridava perché il parto era difficile. Finalmente, è intervenuto un dottore con il parto cesareo. Sono nati un maschietto e una femminuccia.

Il giorno dopo, bruscamente, vengono dimessi dall'ospedale. Pioveva, faceva freddo e nella capanna entrava vento, acqua e umidità... Abbiamo collocato meglio le tavole, messo un altro materasso, portato coperte, ma i piccoli, dopo pochi giorni, hanno cominciato a piangere. Siamo tornati in ospedale, dove ci hanno detto che era tutto normale. Invece, dopo sei giorni è morto il maschietto e al settimo la femminuccia, con dolore grandissimo dei genitori, mio e di tutti. Abbiamo provato rabbia per l'ospedale e per le condizioni di povertà estrema, causata dall’indifferenza per gli emarginati, vittime di un sistema capitalista disumano.

La Pastorale dell’Infanzia

A partire da questa tragedia, abbiamo intrapreso a vasto raggio la Pastorale dell'infanzia per tutelare i bebè di tutte le missioni del Brasile. E in vent’anni abbiamo contribuito ad annullare la mortalità infantile in Brasile.

Quando raccontavo della morte dei piccoli, in ogni celebrazione si sentiva un sospiro di tristezza, rammarico e commozione da parte dei fedeli. La gente ha svuotato due borsoni di libri missionari, pregato con fervore, fatto generose offerte per le missioni.

Ringraziando il Signore, la sera ero contento per aver potuto annunciare e celebrare i miracoli di oggi, come "a pastoral da criança no brasil". 



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