Quei quattro benedetti ragazzi
Ottobre è il mese missionario in cui, più di tutto, si rende grazie per i nostri fratelli che hanno creduto e vissuto in nome di Gesù fino alla fine. Una fine spesso violenta, spietata, oltraggiosa, portata in macabro trofeo… Una fine preventivabile e forse attesa in ogni momento ma, nonostante questo, abbracciata con coraggio, tanta fede e con la certezza che l’amore dell’abbraccio del Signore sia il fine ultimo di ciascuno di noi.
È con questa consapevolezza che sabato 19 ottobre ci siamo riuniti per ascoltare la storia di quattro nostri fratelli missionari martiri: p. Luigi Carrara, p. Giovanni Didonè, fratel Vittorio Faccin e l’abbé Albert Joubert. Il martirio è stato per loro il coronamento di una vita spesa interamente per il Signore, che non li ha mai abbandonati, e per il prossimo, che loro non hanno mai abbandonato. E allora ripercorriamo questa intensa giornata di ricordo, celebrazione e condivisione, ricca di emozioni sincere.
Nella parrocchia Santa Maria delle Grazie di Ancona, il pomeriggio si è aperto con una comunità in ascolto che ci ha accolto e ospitato. P. Faustino Turco, missionario saveriano, ha introdotto l’intervento di Lisa Zuccarini, autrice della biografia “Benedetti ragazzi” (Berica editrice) sui martiri di Uvira (Congo RD), che con garbo e profondità ci ha fatto conoscere la loro vita e la loro morte, avvenuta il 28 novembre 1964. Quella è stata una giornata in cui malvagità, spietatezza e allontanamento da ragione e luce hanno messo fine a quattro vite giovani, spese in nome dell’annuncio del Vangelo. Un racconto toccante, sussurrato e profondo che ha aperto una serata di preghiera e di festa.
È seguita la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal nostro arcivescovo Angelo Spina e dalla comunità dei missionari Saveriani. La serata si è conclusa con alcuni momenti di condivisione, fraternità e buon cibo. Ci siamo dati appuntamento alla prossima occasione di incontro con una consapevolezza: ognuno di noi, nella fede e nella gioia, può essere un discepolo missionario, portatore di pace e fraternità. Ci salutiamo con una frase tratta dal testo che ha chiuso la celebrazione eucaristica: “Quando mi guardo intorno, vedo, vedo la Tua chiesa, allora dico: ‘Grazie Signore’, come posso non lodarti, Signore Gesù!”. Sia da tutti conosciuto ed amato nostro signore Gesù Cristo!







