Ho letto “Il bene possibile” di Gabriele Nissim (UTET). L’autore racconta la storia di persone comuni che, in occasioni di fatti terroristici, hanno salvato la vita di altri. Un capitolo è dedicato a Hamadi Abdesslem, la guida tunisina di 45 italiani al Museo del Bardo il 18 marzo 2015, quando un gruppo di terroristi si mise a sparare all’impazzata. Hamadi ordinò a tutto il gruppo di muoversi strisciando sul pavimento per evitare le pallottole e, attraverso cunicoli, raggiungere l’esterno. Due anni dopo, Nissim si è recato a Tunisi per cercare la guida turistica. Era al suo posto. Ha confidato che dall’Italia non è mai arrivato un grazie, né da parte dei 45 turisti, né da Costa Crociere su cui navigavano i turisti, né dalle autorità. Solo in seguito, per interessamento di Nassim, Hamadi fu invitato a Palazzo Marino, dove il sindaco di Milano l’ha ringraziato pubblicamente. Abitiamo la terra più ricca di bellezze al mondo, ma il cuore diventa brutto se non dice o ritarda a dire “grazie”.