Quando don Bosco chiama…
I missionari saveriani della Romagna hanno ospitato il 6 aprile il tradizionale ritiro annuale degli ex-allievi salesiani. Arrivati numerosi da Forlì e Faenza, i partecipanti hanno espresso la loro soddisfazione per il "cibo spirituale", distribuito loro da p. Nicola Colasuonno, sul significato della passione, morte e resurrezione di Gesù per la nostra vita umana e cristiana. È il Crocifisso Risorto che ci salva, Colui che porta redenzione e vita nuova a ciascuno di noi e a tutta l'umanità.
L'incontro a tavola, tra vecchi amici e con i missionari, è stata l'occasione per il poeta Tonino Piazza di recitare una poesia da lui improvvisata per questa festa particolare.
Il richiamo di don Bosco non è vano,
e accorriamo, dal monte e dal piano,
da questi bravi padri saveriani,
noi tutti, ex allievi salesiani.
È ormai un impegno annuale
venire a ritemprare il morale,
a ponderare sui temi della fede,
a rinnovare il credo di chi crede,
a rivivere il sacramento del perdono
che ci riabbraccia a Dio, un vero dono
per un'umanità vieppiù smarrita,
stanca, delusa dai responsi della vita,
dalle tragiche notizie quotidiane,
crudeli, feroci, anche se lontane,
a dimostrare che ove manca l'amore
non si conosce più Cristo Redentore.
Non altro resta che, solo, a capo chino,
ognuno invochi l'aiuto divino,
si pieghi ogni ginocchio alla preghiera,
si invochi il Creatore ogni sera,
come don Bosco sempre sollecitava
nel "Buona notte" che al tramonto dava.
E solo così noi si ritroverà
quella interiore pace che Iddio dà.
Tonino Piazza








