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Il 14 ottobre 1967 è una data indimenticabile della mia vita, perchè il Signore mi ha fatto la grazia di diventare presbitero. A 50 anni di distanza, desidero gettare uno sguardo sui momenti di grazia vissuti durante questo mezzo secolo di servizio per il suo Regno.

Nel settembre 1967, la direzione generale mi comunicò la mia prima destinazione: seminario saveriano di Cremona come insegnante di Latino e Greco. Mi spaventai perchè al liceo il greco era la materia per me più difficile e non avevo alcuna preparazione per tale incarico.

Fortunatamente, una settimana dopo l’ordinazione presbiterale mi comunicarono un cambiamento che mi rese piu’ sereno: Cagliari come animatore in seminario e nelle parrocchie. Quella esperienza fu troppo breve, solo un anno, però mi diede modo di conoscere persone e presbiteri pieni di spirito missionario. La Sardegna ha dato tante vocazioni anche ai saveriani, persone che si sono prodigate e si prodigano ancora per il Regno di Dio.

Ma il Signore aveva nuovi disegni per me. Ed ecco la seconda destinazione: seminario saveriano di Udine come promotore vocazionale. La terra friulana è luogo della mia origine, sono nato a Gonars. Impossibile cancellarli dalla mia vita: friulano sono e friulano gonarese resterò, anche se cittadino indonesiano, nazione che mi ha adottato e ora considero la mia nuova terra. Che bella esperienza quella in Friuli: quanti paesi, scuole e famiglie ho visitato! Ogni giorno, dal mattino alla sera, ero sulla macchina. E proprio in quei momenti ho constatato come il Signore sia presente e operi tra la gente semplice, ma piena di fede...

Ricordo che il nostro seminario era pieno di ragazzi, in occasione delle feste mensili dell’amicizia e moltissimi si iscrivevano ai nostri campeggi per approfondire la vocazione missionaria. Se qualcuno decideva di entrare da noi era un motivo di orgoglio per i genitori, ma anche per i maestri delle elementari. Diversi di questi sono diventati presbiteri e ora lavorano in terra di missione. Io non mi sono mai preoccupato del numero. Posso solo dire che ogni ordinazione presbiterale di questi giovani è motivo per dire: “Grazie Signore per le meraviglie che hai operato”.

Ed ecco arrivare il momento più atteso della mia vita: la partenza per l’Indonesia. L’ho sempre desiderata, anche se non saprei dirvi il motivo profondo. Sin dalle elementari avevo sentito un missionario parlare delle isole Mentawai. Mi impressionò il suo entusiasmo e la bellezza della natura attraverso le diapositive. Da allora, l’Indonesia rimase sempre nel mio cuore.

Del giorno della partenza ricordo il volto della mamma triste e sorridente nello stesso tempo. Triste perchè mi separavo da lei non sapendo quando ci saremmo rivisti, sorridente perché era orgogliosa di donare un figlio al Signore. In quel momento, sentii veramente che tutto quello che stava accadendo era perché il Signore mi amava e mi dava la forza di fare quel passo. Era un momento di grazia per me, per la mamma e per tutti coloro che lasciavo.



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