Prendersi cura dei “Geni dello Spirito”
La nostra Casa di Cagliari, è l'unico Seminario Minore che i Missionari Saveriani d'Italia ancora tengono aperto. Ai nostri giorni le resistenze alla vocazione missionaria a vita trovano sostenitori non solo nella mentalità egoista e materia lista imperante, ma principalmente negli stessi genitori. Spesso, sono proprio papà e mamma a scoraggiare il proprio figlio che manifesta un serio desiderio di farsi missionario.
Alcune settimane fa la TV ci ha presentato la bambina "genio", che a 12 anni si è esibita davanti al Papa cantando con una voce non inferiore alle famose cantanti liriche del nostro tempo. Quando si scoprono dei piccoli "geni" - musicisti, cantanti, ginnasti, calciatori - ci si prende subito cura di loro, aiutandoli in tutti i modi a sviluppare la loro particolare attitudine.
Sfortunatamente oggi giorno ci si limita ad apprezzare solo le attitudini fisiche e mentali dei nostri ragazzi, dando poco valore alle loro inclinazioni e attitudini morali e spirituali. L'esperienza del Sacro e di Dio, unita a una forte sensibilità compassionevole verso gli altri, viene soffocata, se non disprezzata.
Ed è appunto questa attitudine-qualità che fa del ragazzo un piccolo "genio" dello spirito che non può essere trascurato. La nostra scuola apostolica di Cagliari intende prendersi cura di questi ragazzi che hanno dimostrato capacità di apertura agli ideali di Gesù per la missione, e ne hanno espresso il desiderio. La Comunità di Cagliari accoglie ragazzi che frequentano le scuole superiori, e li aiuta a crescere nella loro sensibilità spirituale e nella loro capacità di farsi dono agli altri, oltre che nel loro sviluppo fisico, intellettuale e morale.
I Saveriani credono ancora nei doni che Dio affida alla persona umana nella sua adolescenza, in particolare quella capacità di vibrare davanti al suo Mistero e davanti alle necessità dei fratelli. Per questa ragione essi continuano ad investire personale ed energie per sostenere lo sviluppo e la crescita di questi ragazzi che entrano nella Casa Apostolica di Cagliari.
Poi, il resto è lasciato al Signore che chiama, e al ragazzo che potrebbe arrivare, o meno, a innamorarsi di Cristo e del suo Progetto di Amore per l'umanità. Preghiamo che Dio ci liberi, noi e i genitori, dal soffocare i germi di vocazione che Lui mette nel cuore di chi ha chiamato.








