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Nel contesto verde e accogliente della casa dei Saveriani a San Pietro in Vincoli (RA), si è tenuto il Laboratorio residenziale di Scrittura Autobiografica “Prendere cura e prendersi cura”, condotto dal dott. Felice Di Lernia con la partecipazione di una quindicina di convenuti.

Il laboratorio residenziale ha creato e costituito un cerchio di condivisione - “dosata” e scelta - di vissuti personali sul tema proposto attraverso l’utilizzo della narrazione autobiografica. Il conduttore ha offerto di volta in volta uno spunto sul quale comporre un breve scritto che veniva poi liberamente condiviso in gruppo. La sottolineatura è importante perché era possibile anche scegliere di non leggere, di non condividere, sulla base della regola del rispetto assoluto della persona; sulla base dell’idea che il silenzio dell’elaborazione interiore vada sempre rispettato. L’intento era quello di esplorare aspetti del proprio vissuto e di elaborarli in un’esperienza immersiva. 

Sono stati tanti gli spunti di riflessione e approfondimento offerti al gruppo dal conduttore Felice Di Lernia. La sessione di apertura dei lavori è stata dedicata ad una possibile nuova consapevolezza dell’identità personale attraverso il nome, o un appellativo che altri ci hanno dato; oppure attraverso un evento nel quale ci siamo sentiti “chiamati” da altri o ad altro rispetto alle abitudini del quotidiano. Nelle sessioni successive la riflessione si è ampliata, articolandosi in molti sotto temi specifici, alle tracce che ciascuno di noi lascia dietro di sé e ai vissuti connessi al “lasciare” come pratica di emancipazione, che consente lo sviluppo e la differenziazione delle persone e delle direzioni della vita.

Quali le finalità di questo lavoro personale e di gruppo? Senz’altro uscire dalla visione ristretta, di noi come individui per allargarci alla concezione di noi come parte integrante e imprescindibile di una comunità nella quale la “mia storia” è anche la tua, la nostra. Una narrazione nella quale ritrovare la nostra radice umana condivisa, nella quale si può dare spazio ad un’accettazione incondizionata dell’altro, senza pregiudizi o giudizi di sorta.

Una narrazione che ci aiuta a tessere la chiarezza e la pace interiore come strumento per costruire attivamente la pace nelle nostre relazioni quotidiane, in qualsiasi contesto ci possiamo trovare ad operare, privato o professionale. Insieme, ci siamo presi cura di noi stessi, degli altri presenti e dei tanti altri che incontriamo e la cui vita variamente tocchiamo nelle nostre attività.
In questo processo ci ha sostenuto e aiutato la presenza discreta e gentile dei saveriani che, nelle conversazioni con noi, ci hanno offerto empatia, ascolto e narrazione delle loro preziose esperienze.
A loro, e a chi ha avuto cura delle nostre necessità materiali, va la nostra gratitudine e il nostro autentico ringraziamento.



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