Preghiamo insieme per la pace
La preghiera interreligiosa per la pace, sabato 22 novembre, presso i saveriani di Desio, ha riunito una quarantina di giovani donne e uomini, cristiani e musulmani pakistani.
L'iniziativa, maturata all'interno del comitato “Desio città aperta”, coinvolge l'associazione pakistana Minhaji Ul Quran, i missionari e le sorelle saveriane, i laici saveriani. Raggiunge le parrocchie di Desio e dei paesi limitrofi, attraverso uno striscione itinerante su cui c'è semplicemente scritto: “Sì alla pace, no al terrorismo!”. Uno slogan essenziale e intuitivo che unisce il desiderio dei popoli, al di là del proprio credo religioso.
La preghiera, iniziata con il saluto di p. Carmelo e di M. Shabir, è proseguita con letture e gesti simbolici per ricordarci che anche noi “facciamo la nostra parte”, quando rimaniamo indifferenti di fronte alle troppe guerre, che spengono la speranza di una società fraterna.
Occorre perciò guardare ai libri aperti della bibbia e del corano e ai testimoni del nostro tempo: spinti dall’esperienza religiosa, essi rimettono in gioco la speranza in una società impaurita, e chiamano anche noi a “fare la nostra parte” attraverso gesti concreti di speranza.
Tra i testimoni, sono state ricordate le tre sorelle saveriane, vittime della violenza in Burundi, mentre si adoperavano a favore del dialogo e della convivenza fraterna. In silenzio i partecipanti hanno pregato insieme per la pace; poi hanno letto una preghiera di don Tonino Bello.
A conclusione, prima di affiggere lo striscione fuori dalla casa saveriana, ripetendo così il gesto compiuto dalla comunità pakistana pochi giorni prima, M. Ashraf ha dichiarato:
“Vogliamo ricordare i cristiani bruciati vivi e le chiese distrutte in Pakistan. Noi siamo contro le violenze. Noi siamo dalla parte di chi si impegna ogni giorno a favore della pace e del rispetto”.
La comunità pakistana di Desio, infatti, si è esposta contro il fanatismo e terrorismo religioso attraverso un comunicato pubblico.
L'iniziativa ora continua con la staffetta della pace, con lo striscione che tornerà sul palco della “festa dei popoli 2015” per rinnovare e intensificare il “gesto della pace”.







