La guerra è il più grande crimine contro l’umanità, eppure sembra essere ancora la regola della politica internazionale. Ma non per tutti. Anche nei conflitti Russia-Ucraina e Israele-Palestina c’è chi crede nella nonviolenza come possibilità di resistenza civile. L’industria bellica costruisce i fucili; la nonviolenza i fucili li spezza. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte di chi la guerra la rifiuta, di chi pratica l’obiezione di coscienza, di chi diserta e vuole già oggi costruire la pace.
La Campagna di “Obiezione alla guerra” è stata lanciata dal Movimento Nonviolento subito dopo il 24 febbraio 2022, all’indomani dell’attacco russo all’Ucraina, e oggi si allarga al conflitto israeliano-palestinese. L’obiezione di coscienza (anche e soprattutto in tempo di guerra) è uno strumento concreto per attuare il diritto alla pace, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Gli obiettori di coscienza sono una piccola luce di speranza nell’oceano delle tenebre che ci circonda.